Nonostante abbiano una confusionaria tendenza tutta moderna a lanciare in Rete
mixtape e stralci di suoni come se piovesse (non ultimo il curioso "
And That's Your Time"), Cat Harris-White e Stasia Irons, in arte
THEESatisfaction, sanno come concentrare le idee quando si tratta di assemblare un
long playing. "EarthEE" segue dunque con estrema coerenza il promettente debutto "
awE naturalE", sempre via Sub Pop, anche se forse, senza effetto sopresa e con meno nerbo e freschezza, inizia ad affiorare l'impressione che il duo si sia cristallizzato nella forma.
Tra atmosfere spaziali/psichedeliche, e la presenza di ospiti noti sulla scena, come Erik Blood e Taylor Brown, "EarthEE" rifrulla nuovamente in chiave elettronica di tutto ciò che è
black nella blogosfera alternativa, un risultato di settore che pesca in larga parte dalla quasi-militanza delle due ragazze nel collettivo alt-hip-hop
Shabazz Palaces, che difatti qui ricambia il favore, ma allo stesso tempo guarda verso le divagazioni cosmiche dell'ultima
Erykah Badu e di
Flying Lotus, il piglio jazz di
Esperanza Spalding e il calore di Anita Baker sempre nel cuore. Per rafforzare le coordinate, a questo giro troviamo pure un nume dell'androginia afroamericana per antonomasia come
Meshell Ndegeocello, presente su "WerQ".
Certamente le THEE sanno il fatto loro e l'estetica risulta ben delineata: sono intellettuali, politicizzate, femministe e orgogliosamente
queer, l'uso della parola appare efficace sin già dai titoli di alcuni brani - "Post Black, Anyway", "Sir Come Navigate" o "No GMO". Non urlano né rappano, la loro missione è irretire concettualmente l'ascoltatore con languidi coretti e
spoken word per trascinarlo nel loro mondo un filo troppo
arty ma fatto di calde vibrazioni terrene, evanescenti linee di basso, fluttuanti ritmiche digitali e sintetizzatori che guardano alle stelle.
In sostanza nulla di nuovo sotto al sole, e forse un po' dispiace; le THEESatisfaction rimangono elitarie e volutamente alternative, ma "EarthEE" dovrebbe comunque soddisfare quell'esiguo pubblico eletto che già le seguiva dai tempi dell'esordio.