A Mayer Hawthorne va riconosciuta un’autentica passione per la black music. Una buona scrittura e una voce gradevole hanno sempre garantito ai suoi album un discreto fascino vintage, ma innegabilmente la formula era oramai logora, e l’aiuto di Jake One per il progetto “Tuxedo” serve a rinvigorire l’inevitabile stasi creativa.
L’album sposta l’attenzione al dancefloor anni 80, con una robusta e omogenea continuità ritmica che ripropone la leggerezza della Kc And The Sunshine Band, l’R&B alla Billy Ocean e il funky-groove degli Earth Wind & Fire con un’attenzione alle sonorità crossover che coinvolsero molti protagonisti del jazz nell’orgia produttiva della disco-music.
Slap, funky, synth, soul-boogie, fiati e chitarre in stile-Chic tengono lontano qualsiasi tentazione rap e techno, garantendo un costante vigore ritmico e una discreta tenuta lirica.
“Tuxedo” è un album per nostalgici ma, nonostante i limiti dell’operazione, possiede spunti interessanti e almeno un paio di brani rimarchevoli. “Get U Home” è senz’altro una delle migliori performance vocali di Mayer Hawthorne e il groove sottostante è uno dei più raffinati e ben calibrati, ma è ovviamente “Do It” il gioiellino da conservare per le vostre compilation estive, un brano synth-funk dove fa capolino una leggera tensione house, mentre il refrain provoca quel movimento del bacino che abbiamo trattenuto nei dieci brani precedenti.
Il vero limite di “Tuxedo” è infatti la mancanza di potenziali hit-single (tranne la gia citata “Do It”) e ironia della sorte è la più lenta e morbida “Two Wrongs” il miglior pezzo del lotto, anche se tranne il break strumentale di “Tuxedo Groove” e la poco consistente “I Got U”, il resto dell’album resta amabile pur senza mai trovare l’equilibrio necessario per andare oltre l’effetto nostalgia.
Molte tracce come “Lost Lover” o “Watch The Dance” soffrono di una sovraproduzione che ne sminuisce la forza ritmica e le priva di soul, e quando in coda all’album arrivano le note di “Number One” è troppo tardi per risollevare dall’aurea mediocritas le nuova gesta sonore di Hawthorne e compagni.
23/03/2015