DOUG TUTTLE - It Calls On Me

2016 (Trouble in mind)
psych-pop

Al di là dell’alto grado di revivalismo, il fascino di un disco come “It Calls On Me” è innegabile. La confezione di questo ritorno dello psycher di Boston, poi, è ciò che salta più all’occhio – soprattutto il sound delle chitarre è la base, cristallina, di un amalgama passatista, che va dalla fine degli anni Sessanta ai primi Settanta, con le sue liquide litanie di una realtà rallentata (“Painted Eye”), i suoi arabeschi di basso, elettrica e flauto-synth (“Make Good Time”).

Come nell’esordio solista di Martin Courtney, la scrittura si mantiene tutto sommato sulla china del minimo necessario a reggere l’impalcatura sonora (“On Your Way”, di “A Place For You” spicca semmai l’arrangiamento). Da notare la Midlake-iana “Falling To Believe”, con tanto di ritornello epico e assolone in pieno spirito seventies, e la ballata alla George Harrison “Saturday – Sunday”.

In generale, data l’enfasi sul sound, “It Calls On Me” rappresenta un classico prodotto di genere, di sicuro successo presso i fan della psichedelia contemporanea, ma rimane comunque nell’ambito della “copia d’autore”.

27/02/2016

Tracklist

  1. 1. A Place For You
  2. 2. It Calls On Me
  3. 3. Make Good Time
  4. 4. These Times
  5. 5. Painted Eye
  6. 6. Falling To Believe
  7. 7. On Your Way
  8. 8. Saturday-Sunday
  9. 9. Where You Will Go

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