HINDS - Leave Me Alone

2016 (Lucky number)
garage-pop, indie-rock

Nella quotidiana pratica di auto-citazionismo che il rock sta vivendo in questi ultimi anni, una parte da leone la sta indubbiamente facendo il sottogenere garage. Nella sua accezione più ampia, va detto: dal ritorno mezzo secolo dopo dei seminali Sonics all’ultima delle band che utilizzano chitarre sporche e sonorità lo-fi, è tutto uno scomodare una sigla più di comodo che effettivamente spendibile, almeno nella maggior parte dei casi. Non può stupire, allora, che tra i dischi rock più attesi in questo primo scorcio di 2016 comparisse l’esordio di quattro ragazze di Madrid che del garage-rock si fanno nuove portabandiera.

Certo, il riferimento principale delle Hinds è il garage, in parte nella sua accezione primigenia e sixties, in parte bagnato in quelle sonorità anni Novanta che tanto vanno di moda in quest’ultimo biennio. La formula è poi corroborata da una componente melodica decisamente spiccata, per certi versi pop, che stempera (talvolta troppo) le asperità del quartetto spagnolo e lo mette in scia di un certo indie-rock al femminile che in America sta trovando molte espressioni e spazi di manovra: in primis Tacocat (soprattutto quando si accelera in territori punk, come in “Castigadas En El Granero”), ma pure Vivian Girls, La Sera e via discorrendo.

Se non di rado ci si imbatte in canzoni davvero riuscite – l’introduttiva “Garden”, la strumentale “Solar Gap”, lo stomp psichedelico “San Diego”, l’anti-ballata d’amore “And I Will Send Your Flowers Back” – altrove permane la sensazione di non voler lasciarsi andare del tutto, preferendo strizzare l’occhio a soluzioni più standard e digeribili da un pubblico più vasto. È il caso della inconsistente voluttuosità di “Fat Calmed Kiddos”, del piatto (per non dire banale) singolone “Warts” e infine di una “Bamboo” che cerca – ma non trova – nuove soluzioni nei continui incroci vocali.

Tra canzoni pressoché perfette e qualche passo a vuoto, le Hinds assomigliano più a una band ancora in fase di crescita e di assestamento a livello stilistico che a una formazione già pienamente in possesso dei propri mezzi. Tante luci e pure qualche ombra, insomma: se poi prevarrà il lato rock o quello pop, lo scopriremo soltanto con le prossime uscite.

08/02/2016

Tracklist

  1. 1. Garden
  2. 2. Fat Calmed Kiddos
  3. 3. Warts
  4. 4. Easy
  5. 5. Castigadas En El Granero
  6. 6. Solar Gap
  7. 7. Chili Town
  8. 8. Bamboo
  9. 9. San Diego
  10. 10. And I Will Send Your Flowers Back
  11. 11. I'll Be Your Man
  12. 12. Walking Home