Si mantengono impegnati i Placebo: il loro ventennale viene celebrato, oltre che con un lungo tour europeo, anche con il best of “A Place For Us To Dream” e con questo Ep di cover e chicche per aficionados.
Ep che è anche un bel modo per procurarsi il nuovo brano “Jesus’ Son”, altrimenti disponibile sulla citata compilation o come singolo 7” double A-sided, accompagnato da una cover dei Talk Talk.
Ed è proprio la versione di Molko e Olsdal di “Life’s What You Make It” ad aprire e a dare il nome al nuovo lavoro dei Placebo; ancora una volta un vinile, in questo caso 12”. La band londinese si trova senza dubbio a proprio agio con gli 80’s, sia che si tratti di riletture, sia nel rielaborarne certe sensibilità oscure all’interno dei propri brani.
Un incipit dal mood riflessivo che spiana la strada alle melodie del nuovo singolo, le cui sonorità proseguono nel solco tracciato dall’ultimo “Loud Like Love” del 2013, e per il quale è stato girato un video in Sardegna. Un brano a tratti “solare”, ma trattandosi dei Placebo le virgolette sono comunque d’obbligo.
La malinconica e potente “Twenty Years” – titolo adeguato all’occasione – è in realtà un brano del 2004, proveniente dalla raccolta “Once More With Feeling”. È qui presente in due versioni, entrambe dal vivo, la seconda solo piano.
Davvero bella e toccante la cover di “Autoluminescent” di Rowland S. Howard (chitarrista dei Birthday Party, scomparso prematuramente nel 2009), seguita da una chiusura di classe per questo extended play: la rilettura di “Song #6” dei Freak Power.
Brano numero sei, di nome e di fatto, originariamente pubblicato nel 1996: vent’anni fa, come a chiudere un cerchio.
Da qui riparte la carriera di una band che ha segnato i Nineties senza però rimanervi ancorata, non disdegnando di voltarsi indietro, di tanto in tanto, ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro.
15/12/2016
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