Warlocks

Songs From The Pale Eclipse

2016 (Cleopatra) | psych-rock, alt-rock, shoegaze

Sul palco hanno più chitarre di un negozio di strumenti musicali, sono in quattro a maneggiarle, e si sentono tutte, in quel collaudato mix che fonde assieme psichedelia, shoegaze e sano rock'n'roll.
Californiani, sette album all'attivo, tornano i Warlocks di Bobby Hecksher, che ci mette la voce, la penna e la faccia, non priva degli eccessi da piccola rockstar del circuito underground, protagonista di episodi importanti che sono rimasti patrimonio di pochi, vedi il monumentale "Heavy Deavy Skull Lover", il lavoro che li impose definitivamente all'attenzione internazionale nel 2007.

"Songs From The Pale Eclipse" è un buon disco, che si pone nel solco delle produzioni più recenti della band, con un filino di buio in più e un po' di trasgressione sonora in meno, per dieci tracce scorrevoli figlie tanto dei Cure di "Disintegration" (sentite un po' l'incipit dell'iniziale "Only You") che delle scorribande acide dei Brian Jonestown Massacre di Anton Newcombe, vecchia conoscenza di Hecksher.
Se è nella dimensione live che i Warlocks riescono a convincere pienamente anche i più scettici, questa volta anche in studio raggiungono risultati in grado di mettere potenzialmente d'accordo una platea trasversale.

In questa selezione di canzoni troviamo lontani echi desertici filtrati attraverso la lente dei Jesus & Mary Chain ("Lonesome Bulldog", "Easy To Forget"), lussureggianti cavalcate elettriche dal sapore di bourbon ("I Warned You"), morbide ballad condite dal wah wah ("Dance Alone") o incentrate su intarsi acustici ("Special Today").
I titoli poi sono tutto un programma: si va dal maledettismo lisergico di "We Took All The Acid" all'irrecuperabile etilismo di "Drinking Song", dalla disillusa rassegnazione di "Love Is A Disease" alla sentita sofferenza della conclusiva "The Arp Made Me Cry".

Coerente e coeso, "Songs From The Pale Eclipse" è il disco che non ci saremmo più aspettati dai Warlocks, i quali a sorpresa dimostrano rinnovata vitalità e voglia di proseguire il proprio cammino. Augurandoci che possa essere questo l'album in grado di attirare curiosità verso la formazione di Los Angeles, che ha in carniere troppi lavori passati colpevolmente inosservati. Altro che pallida eclisse: queste dieci tracce dicono che il viaggio può continuare.

(15/09/2016)

  • Tracklist
  1. Only You
  2. Lonesome Bulldog
  3. Easy To Forget
  4. Dance Alone
  5. We Took All The Acid
  6. Love Is A Disease
  7. Drinking Song
  8. Special Today
  9. I Warned You
  10. The Arp Made Me Cry
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