Soulwax

From Deewee

2017 (Pias) | electro-pop

Passare dal rock à-la dEUS alla dancefloor non è facile, bisogna ammetterlo. Sfornare capolavori come "Nite Versions" e l'OST di "Belgica" è ancora più difficile. I fratelli Stephen e David Dewaele tornano con un album in studio dopo oltre una decade di uscite centellinate tra collaborazioni, remix, la colonna sonora sopracitata, ma nessun disco. Gli ibridi electro-rock di "Nite Versions" sembravano irripetibili, ma il duo con quel "Belgica" dello scorso anno ha saputo ribadire una flessibilità oltre ogni aspettative, firmando ben quindici brani sotto altrettanti pseudonimi, cambiando schizofrenicamente identità per un intero disco, e facendolo con un'attenzione ai dettagli a dir poco maniacale (basti pensare al brano creato da un alter ego italo-disco del duo chiamato Erasmus o al pop-punk degli immaginari Shitz). Un esercizio musicologico non indifferente, capace di divertire, oltre che di enorme sostegno per la pellicola.

"From Deewee" segna l'ingresso dei Soulwax nell'elettronica (chissà se temporaneo o definitivo), accantonando in buona parte le sonorità rock che li hanno sempre accompagnati. Il primo singolo rilasciato mette subito le carte in tavola: "Transient Program For Drums And Machinery" è un tributo ai Kraftwerk in piena regola, con tanto di passaggi per le sonorità del primo periodo degli androidi di Dusseldorf, il ritornello del brano che cita con rispetto "The Robots", fino a una coda strumentale che sembra un remix di "Autobahn" e "Trans Europe Express".
Per alcuni momenti del disco emerge anche qualche cenno kraut che non dispiace, come il brano introduttivo "Preset Tense" e il suo arpeggio in perfetto stile "Rubycon". Quello di cui si sente la mancanza nell'album, invece, è un intento artistico coerente. Pavimentare ogni canzone di synth retrò e drum machine non basta a rendere kraftwerkiano l'intero lavoro, ma "Conditions Of A Shared Belief", "Goodnight Trasmission" e la seconda metà di "Missing Wires" continuano a scimmiottare Hutter e colleghi.
Poi, di tanto in tanto, Stephen e David decidono di fare qualche saltello avanti nel tempo, e arrivano la synthwave "It's Always Binary", il ritmo vaporizzato di "My Tired Eyes", che potrebbe essere la decima traccia di "Violator", il groove funky di "Here Come The Men In Suits" e "The Singer Has Become A Deejay". La presenza alle percussioni di uno scatenato Igor Cavalera supporta in potenza i brani, ma non in umanità, contribuendo all'effetto "minestrone" del disco.

"From Deewee" dovrebbe rappresentare un viaggio nella mente eclettica dei fratelli Dewaele: in copertina una sagoma metallica che ricorda un libro della collana Urania, un continuous mix che racconta a suon di Oberheim, EMS Synthi e Mellotron il meglio dell'elettronica anni Settanta e Ottanta, la voglia di interpretare e reinterpretare i loro miti. Tuttavia, come si diceva poc'anzi, il disco latita di coerenza e omogeneità, trattando tanta elettronica storica con eccessiva superficialità, tra un riferimento ironico futurista e un loop di basslines nasali. "I thought the journey was the point of the race/ But it seems the destination is taking its place", cantano in "Masterplanned", e difatti resta la "destinazione" la grande assente di questo album.

(14/05/2017)



  • Tracklist
  1. Preset Tense
  2. Masterplanned
  3. Missing Wires
  4. Conditions of a Shared Belief
  5. Is It Always Binary
  6. Do You Want to Get into Trouble?
  7. My Tired Eyes
  8. Transient Program for Drums and Machinery
  9. Trespassers
  10. The Singer Has Become a Deejay
  11. Here Come the Men in Suits
  12. Goodnight Transmission


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