This Is The Kit

Moonshine Freeze

2017 (Rough Trade) | alt-folk-rock, psych-folk

Non è un caso che Kate Stables arrivi, all’alba del quarto album, a pubblicare attraverso Rough Trade e a collaborare con un attivissimo John Parish (già di recente con Aldous Harding), oltre che con Aaron Dessner (ma questa non è una novità). La caparbietà nel perseguire il proprio percorso è del tutto speculare alla peculiarità della proposta musicale del progetto This Is The Kit: per quanto convenzionale negli ingredienti, è nel songwriting che la Stables eccelle, riuscendo a instillare sfumature del tutto personali in un canovaccio comunque tradizionale; per cui non c’è bisogno di chissà quali esotismi, sebbene non manchino qui arrangiamenti evocativi e artisticamente vibranti (bellissimi, ad esempio, gli intarsi di elettrica, fiati e xilofono nella coda alla Fleet Foxes di “All Written Out In Numbers”).

Come sempre, anche in “Moonshine Freeze” ci sono canzoni a lenta sedimentazione, sensazione accentuata dalla nettezza della produzione, dalla secchezza sgranata del sound  e dal groove soul-eggiante degli arrangiamenti (“Two Pence Piece”, lo psych-folk sordo e vagamente world dei Junip della title track), che riescono sempre a deflettere il corso dei brani, in bizzarri movimenti di variopinti animaletti Clogs-iani.
Nonostante si tratti di un album frutto di cura e studio, la Stables rifugge pose e intellettualismi, con brani solidamente ancorati a mature narrazioni sad-folk (“Show Me So”) o soft-Americana (“Solid Grease”), e insospettati accessi power-pop nineties (“Hotter Colder”), in una ricerca di un cantautorato di qualità che abbracci istanze atemporali di folk, rock e pop indiscriminatamente. In questo non siamo lontani dal lavoro del concittadino Daniel Green.

Insomma, un altro album che si regge prima di tutto sul songwriting e che si basa sulle variazioni di quest’ultimo per impartire il carattere al disco, trascinandolo dai giochi di parole della melodia trattenuta di “By My Demon Eye” alla progressione rotolante di “Empty No Teeth”, passando per la lullaby introspettiva di “Riddled With Ticks”. Un album che ostenta sicurezza nello scegliere un abito tradizionale ma dimostrando in questo una vera passione per la musica e la sua composizione, prima di tutto nei suoi elementi fondamentali.

(11/07/2017)



  • Tracklist
  1. Bullet Proof
  2. Hotter Colder
  3. Moonshine Freeze
  4. Easy On The Thieves
  5. All Written Out In Numbers
  6. Empty No Teeth
  7. Riddled With Ticks
  8. Two Pence Piece
  9. Show Me So
  10. By My Demon Eye
  11. Solid Grease
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