THERION - Beloved Antichrist

2018 (Nuclear blast)
metal-opera, symphonic metal

I Therion (nome ispirato dall’album “To Mega Therion” degli svizzeri Celtic Frost) sono il trentennale progetto del musicista svedese Christofer Johnsson, che fondò nel lontano 1987 a neanche 15 anni come gruppo death-metal per poi mutarne radicalmente la musica in un symphonic-metal a tinte gotiche e dai tratti operistici, con l’uso di vere e proprie orchestre, cori lirici e concept articolati dalle tematiche che spaziano tra occultismo e mitologia. Il gruppo ha vissuto alti e bassi e numerosi cambi di formazione, ritagliandosi alla fine una propria nicchia e finendo alternativamente per essere amato o detestato dal pubblico per i propri lavori particolarmente fastosi ed enfatici.

L’ambizioso “Beloved Antichrist”, sedicesima pubblicazione per il vulcanico svedese, è una monumentale opera rock tenuta in cantiere per quasi dieci anni e ispirata a un racconto del filosofo russo Vladimir Soloviev, liberamente reinterpretato e modificato da Johnsson. Non si può dire che si sia limitato: 15 differenti cantanti (tutti sulla carta di alto livello) a occupare 29 ruoli narrativi, un coro di 16 componenti, lungo l’arco di ben 46 brani per 3 ore di musica divisa in altrettanti atti (o meglio dischi)! Praticamente concepito come un musical, che dovrebbe avere espressione compiuta in sede concertistica, risulta però lungi dall’essere convincente, sfociando piuttosto nella magniloquenza e nell’autoindulgenza.

Il difetto principale è sicuramente la ripetitività, con l’abuso di linee vocali e fraseggi chitarristici troppo simili tra loro, senza guizzi creativi a spezzare la monotonia. Gli strumenti fungono da contorno semplicistico per la storia narrata, con chitarre e sezione ritmica di scarso spessore. L’attenzione in teoria dovrebbe concentrarsi sui ruoli interpretati dalle voci.

Ma la nutrita schiera di cantanti è onestamente sprecata, molti passaggi difettano di incisività o appaiono striduli, e raramente si riesce a dare una caratterizzazione che vada al di là di quella in voci maschili e femminili (ci sentiamo di segnalare giusto la prova vocale di Chiara Malvestiti). Contemporaneamente, il racconto è davvero poco approfondito nei contenuti (per quanto prolungato per risultare “melodrammatico”) e i testi alternano gusto poetico a ingenuità infantili e riempitivi di maniera poco ispirati.

“Beloved Antichrist” è un lavoro che per fortuna evita il difetto di esporre troppi barocchismi e di soffocare i brani con una pioggia di esibizionismi strumentali come in altri dischi metal sinfonici, ma per contro mostra scarsa varietà compositiva; in pratica, da un estremo all’altro. Il fatto che il tutto sia diluito e prolungato per 3 ore, di cui gran parte composte da troppi, troppi riempitivi poco incisivi che vogliono suonare solenni, non fa che rendere più pesante l’esperienza: sconsigliamo di ascoltare l’album tutto d’un fiato, mentre i singoli dischi presi a piccole dosi riescono a risultare maggiormente scorrevoli e digeribili. Infine, risultano dubbie le citazioni da “Jesus Christ Superstar” che stonano nel contesto.

Il risultato non è né carne né pesce: troppo pacchiano e vuoto per risultare un’opera meritevole (lo si paragoni ai classici del genere: vi è un abisso nei contenuti), troppo carente nel sovraesteso songwriting per essere un buon disco metal.

Inspiegabile, insomma, il successo che parte della critica di settore ha riservato a quest’album, tessendone lodi sperticate.

P.S. A chi fosse incuriosito dalla proposta musicale del gruppo, consigliamo di provare a recuperare piuttosto dischi precedenti di maggior valore (come “Theli”, “Vovin”, “Deggial” o “Secret Of The Runes”), sicuramente più a fuoco e consistenti, per quanto lo stile dei Therion sia molto peculiare e potrebbe non piacere a tutti. In ambito sinfonico e gotico, di recente piuttosto i portoghesi Moonspell hanno pubblicato il concept “1755“, senz’altro più compatto, coinvolgente e profondo (anche nei testi) di “Beloved Antichrist”. Cambiando del tutto stile e sonorità, ma rimanendo in ambito di “metal opera”, consigliamo piuttosto da oltreoceano le pietre miliari “Streets: a Rock Opera” dei Savatage e “Operation: Mindcrime” dei Queensryche, capaci di coniugare la tradizione dell’heavy-metal a concept intelligenti, narrazioni di carattere e un’attitudine realmente progressiva.

27/03/2018

Tracklist

  1. 1. Act I
  2. 2. 1 Turn From Heaven
  3. 3. 2 Where Will You Go?
  4. 4. 3 Through Dust, Through Rain
  5. 5. 4 Signs Are Here
  6. 6. 5 Never Again
  7. 7. 6 Bring Her Home
  8. 8. 7 The Solid Black Beyond
  9. 9. 8 The Crowning of Splendour
  10. 10. 9 Morning Has Broken
  11. 11. 10 Garden of Peace
  12. 12. 11 Our Destiny
  13. 13. 12 Anthem
  14. 14. 13 The Palace Ball
  15. 15. 14 Jewels From Afar
  16. 16. 15 Hail Ceasar!
  17. 17. 16 What Is Wrong?
  18. 18. 17 Nothing But My Name
  19. 19. Act II
  20. 20. 1 The Arrival of Apollonius
  21. 21. 2 Pledging Loyalty
  22. 22. 3 Night Reborn
  23. 23. 4 Dagger of God
  24. 24. 5 Temple of New Jerusalem
  25. 25. 6 The Lions Roar
  26. 26. 7 Bringing the Gospel
  27. 27. 8 Laudate Dominum
  28. 28. 9 Remaining Silent
  29. 29. 10 Behold Antichrist
  30. 30. 11 Cursed by the Fallen
  31. 31. 12 Resurrection
  32. 32. 13 To Where I Weep
  33. 33. 14 Astral Sophia
  34. 34. 15 Thy Will Be Done
  35. 35. Act III
  36. 36. 1 Shoot Them Down!
  37. 37. 2 Beneath the Starry Skies
  38. 38. 3 Forgive Me
  39. 39. 4 The Wasteland of My Heart
  40. 40. 5 Burning the Palace
  41. 41. 6 Prelude to War
  42. 42. 7 Day of Wrath
  43. 43. 8 Rise to War
  44. 44. 9 Time Has Come / Final Battle
  45. 45. 10 My Voyage Carries On
  46. 46. 11 Striking Darkness
  47. 47. 12 Seeds of Time
  48. 48. 13 To Shine Forever
  49. 49. 14 Theme of Antichrist

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