Il terzo album del duo di Los Angeles è un inno alla sobrietà, frutto di un percorso di disintossicazione da alcol e droga che ha visto protagonista Jennifer e Jessica. Mai in prima linea nella ricca scena del rock al femminile, le Bleached sono sempre più lontane dalle ruvidezze delle Breeders: il loro destino è semmai affine a quello delle Dum Dum Girls.
Non è il talento l’elemento mancante, quanto piuttosto una mancanza d’identità stilistica, che in questo terzo capitolo diventa ancor più netto e lampante. Il produttore Shane Stoneback (Vampire Weekend, Sleigh Bells) ha scelto per “Don’t You Think You’ve Had Enough?” un suono eccessivamente compatto e asettico, con superflue derive dance alla Blondie (“Kiss You Goodbye”, “Hard To Kill”) che difficilmente cattureranno nuovi adepti.
Ci sono rari momenti nei quali il duo riconquista la vecchia energia (“Daydream”, “Awkward Phase”), azzarda qualche soluzione musicale coraggiosa affidando al basso e non alle chitarre le linee guida del brano (“Rebound City”) e accenna una lieve inflessione country-pop in stile Rem (“Valley To”LA”).
Troppo poco per un album al quale Jessica e Jennifer hanno affidato una rinascita personale che non riesce a trasformarsi in una rifioritura artistica.
07/10/2019