Nelle memorie di Sam Beam della prima collaborazione coi Calexico, che data quasi quindici anni, c’è questa immagine: “Nella mia mente, io ero il tizio che sapeva tre accordi e registrava in un armadio, loro suonavano sui palchi più grandi ed erano musicisti superbi”. Già in questa dichiarazione c’è qualcosa che può spiegare la diffidenza verso questo progetto: quello che danno i Calexico a Iron & Wine, forse, non è quello che gli estimatori di quest’ultimo cercano nella sua musica (e ovviamente anche il contrario, probabilmente).
Già l’acclamato “In The Reins” soffriva di questo dualismo solo apparentemente ben congegnato, in cui Sam Beam è alternativamente vocalist di canzoni non sue e i Calexico arrangiatori di canzoni non loro. In certi frangenti, l’autore di “Trapeze Swinger” e di tantissime altre melodie memorabili deve dimenticarsi di essere prima di tutto grande scrittore di musica, per limitarsi a fare il corista in lunghe suite “da grande palco”, fatte per sovrapposizione ma senza il briciolo di un tema unificante (“The Bitter Suite”).
In altri, come nell’iniziale “What Heaven’s Left”, l’accompagnamento (con gli insistiti controcanti country, come in altri brani) non aggiunge decisamente freschezza a un brano che, per dirla tutta, è quasi un gesto automatico per uno come Sam Beam.
In generale, un lavoro sovra-arrangiato rispetto alla scarsa preziosità della sua scrittura, che ricorda un po’ il lavoro più ispirato ai Calexico della carriera di Iron & Wine, l’infausto “Kiss Each Other Clean”. Un prodotto che si fonda sulla presentabilità dei suoi autori, ma che paradossalmente riesce nell’impresa di offrire meno della loro somma.
01/07/2019
La poco convincente svolta pop della band texana
Spaghetti western e umori messicani. Il manifesto della 'desert-music' dei Calexico
Il nuovo album dei Calexico "mark II", sempre più lontano dalle origini
I nuovi Calexico continuano il loro viaggio nel mondo dell'easy-rock
Un nuovo esaltante crossover di musiche americane per i Calexico
Nono album per la formazione guidata dal duo Convertino/Burns, tra insolite dimore e nuove inclinazioni sonore
L'incontro tra Burns, Convertino e Beam in un disco che spiazza
Il duo di Tucson si tuffa nell'atmosfera natalizia con la tipica fusione di ritmi country-folk e latini
Sempre più rivolto a Sud lo sguardo della celebre band di Tucson
Due pietre miliari di OndaRock per la nuova puntata di Rock in Onda: "The Black Light" dei Calexico e "Ok Computer" dei Radiohead. Scarica i podcast
Il mariachi-rock di Burns & Convertino scalda Bologna
Il ritorno in italia della band capitanata dal duo Burns-Convertino: un caleidoscopio di suoni e influenze, per una festa che continua anche dopo il concerto
Una messa in scena elettronica con echi modern classical per il compositore italiano di stanza a Madrid
Il secondo lavoro della band newyorkese è un atto di sfida e un'esplorazione del linguaggio noise-rock
Melodie ariose e bassi memorabili sorreggono un disco a tratti seducente o trascurabile
Dopo aver rivisitato Terry Riley e Philip Glass il musicista francese sfida i confini del folk
Primo esito di una nuova interessante piattaforma audiovisiva
Il settimo, divisivo disco delle stelle indie-rock newyorkesi
Andy LaPlegua torna alle sonorità a lui più congeniali, recuperando definitivamente la nostalgia techno body music
Astrattismo fisico e diaboliche mutazioni di stile per il gruppo di Baltimora