Giovanni Truppi

Poesia e civiltÓ

2019 (Universal) | songwriter, alt-pop

Ed ecco concretizzato l’agognato passaggio su major per uno dei più apprezzati cantautori italiani emersi negli anni Dieci. Un traguardo che certifica la bontà del lavoro finora svolto e instilla energie inedite per nuovi traguardi futuri. Non è un caso che il budget più sostanzioso porti alla realizzazione di quello che da molti sarà considerato il miglior album fin qui pubblicato da Giovanni Truppi, il quale opta per l’occasione per una scrittura più “classica” e meno spigolosa rispetto al passato, toccando argomenti di grande spessore, che vanno dai sentimenti alla spiritualità, dal sociale alla perdita dei valori, fornendo uno spaccato attento e sincero sulle piccole quotidianità di ognuno di noi.

Ma “Poesia e civiltà” è soprattutto il disco politico di Truppi, titolo azzeccatissimo per sintetizzare l’attenzione agli aspetti contemporanei, trattati con una poetica mai banale. Dopo l’esperienza del tour da solo al pianoforte (che ha fruttato anche un album dal vivo), Giovanni torna a un suono pieno, arrangiato con grande accortezza e dispiegamento di mezzi, portato sul palco da una band di sei elementi, determinante per poter riproporre in maniera fedele le stratificazioni presenti nell’album (fra gli altri, segnaliamo la presenza di Paolo Mongardi alla batteria).

Tra prepotenti dosi di baustellismo (“Quando ridi”), visioni di Battiato (“Adamo” sembra davvero un sentito omaggio), delicatissime canzoni d’amore (“Conoscersi in una situazione di difficoltà”, “Mia”, dove dentro chissà perché trovo un qualcosa del vecchio Vasco), raffinatezze fuori dal comune (“L’unica oltre l’amore”) e architetture che restano in magico equilibrio fra classica e jazz (“Due segreti”), si dispiegano undici tracce frutto di una sensibilità che trova pochi uguali nel panorama musicale di questi anni.

“Poesia e civiltà” è un disco che non si appiattisce mai su se stesso, anzi trova non di rado quel brio che gli consente di realizzare il definitivo salto di qualità, come accade in occasione di “Borghesia” (lucidissimo ritratto di un prematuro capolinea) e della dolceamara “Le elezioni politiche del 2018”, dove Giovanni ci parla del nuovo inverno che sta segnando l’Italia negli ultimi mesi. Pianoforte e archi chiudono l’album, sulle strofe di “Ancient Society”, un testo di antropologia dell’800 di incredibile attualità, reso da un artista che sa essere diretto, ma sempre con garbo, alternando impegno civile e vulnerabilità.

(06/08/2019)

  • Tracklist
  1. Borghesia
  2. Quando ridi
  3. Conoscersi in una situazione di difficoltà
  4. I miei primi sei mesi da rockstar
  5. L’unica oltre l’amore
  6. Mia
  7. Adamo
  8. Due segreti
  9. Le elezioni politiche del 2018
  10. Ragazzi
  11. Ancient Society




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