J Balvin & Bad Bunny

OASIS

2019 (Universal Latin) | reggaeton, latin trap

Vi ricordate di quella volta che Jay-Z e Kanye West si allearono per dare alle stampe il più grande colossal hip-hop della storia recente? Sia chiaro, per quanto siano già incredibilmente famosi e influenti, J Balvin e Bad Bunny non possiedono ancora né la credibilità né la tracotanza di due rapper americani che all’apice della loro carriera, ricchi da far schifo, mettono assieme una produzione mastodontica e decidono di fare un album enorme pieno di campionamenti costosissimi. Tuttavia, il primo disco in collaborazione tra le due più grandi star dell’urbano latinoamericano, pubblicato a sorpresa e senza preavviso nella notte di un giovedì di fine giugno, non può che inserirsi di diritto nello stesso filone dei vari “Watch The Throne”, “Everything Is Love”, “Random Access Memories”: quello dei grandi eventi pop contemporanei.
 
“OASIS” è un evento, perché un album che vede unirsi il re del reggaeton e il re della latin trap, nel 2019, non può che essere definito tale. Entrambi gli artisti, peraltro, stanno vivendo un periodo d’oro: J Balvin, con un piede in un brano e uno in un altro, è come al solito una presenza costante nelle parti alte delle classifiche; Bad Bunny, dal canto suo, sulla scia del successo del disco d’esordio pubblicato lo scorso dicembre, sta dominando radio e Spotify con quella che, ad oggi, è la sua più grande hit (“Callaita”). Sarà difficile, invece, pronosticare quale tra le otto canzoni di questo disco prevarrà sulle altre in termini di ascolti. Potenzialmente, sono tutte bombette destinate a non schiodarsi dalla testa. 
 
Il reggaeton e la trap si alternano, con prevalenza netta per la prima componente; il timbro fangoso e spesso di Bad Bunny si amalgama con quello sottile e seducente di J Balvin, ed entrambi lavorano bene di melodie, elemento per cui da sempre hanno mostrato un istinto innato. E così “Mojaita” è un’opener micidiale, “Yo Le Llego”, “Odio” e “Que Pretendes” si apprestano a essere consumate di ascolti, “Un peso” tributa il pop latino tradizionale ospitando l’icona argentina Marciano Cantero, mentre “Como Un Bebé” si tinge di afrobeat grazie alla contributo di Mr Eazi.
 
Eppure, nella sua vitalità e nella sua genuina leggerezza, “OASIS” ha il sapore agrodolce di un’occasione mancata. Paragonato all’eclettismo di “X 100PRE” e all’anima inclusiva e progressista di “Vibras” (i suoi due predecessori solisti), è un album che rimane un passo indietro, perché sceglie di non osare, limitandosi a sviluppare al meglio il potenziale pop e l’appeal generalista del reggaeton contemporaneo. Dall’incontro tra i due massimi artisti del movimento non nasce quindi nessun punto di svolta, nessuna “shape of urbano to come”: solo una manciata di buone canzoni pensate per trasmettere le stesse vibrazioni positive che hanno portato alla loro genesi. Forse basta questo, o forse no. Credo comunque di aver trovato il mio disco dell’estate.

(03/07/2019)



  • Tracklist
  1. Mojaita
  2. Yo Le Llego
  3. Cuidao Por Ahí
  4. Que Pretendes
  5. La Canción
  6. Un Peso (feat. Marciano Cantero)
  7. Odio
  8. Come Un Bebé (feat. Mr Eazi)


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