Kishi Bashi

Omoiyari

2019 (Joyful Noise) | chamber-folk, pop

Nuove prospettive creative per Kishi Bashi: dopo le ingegnose e trasversali composizioni pop-kitsch di “Lighght” e il leggiadro bignami pop di “Sonderlust”, il musicista americano, nato da madre giapponese, fa sul serio, con un progetto dalle prospettive tematiche ambiziose. Le canzoni di “Omoiyari” sono sì canzoni d’amore, ma sono storie che raccontano i traumi vissuti nei campi di concentramento nel 1942, quando Roosevelt, sull’onda emotiva degli accadimenti di Pearl Harbour, imprigionò 110.000 civili giapponesi-americani. “Omoiyari” vuol dire compassione, ovvero la capacità di entrare in empatia con gli altri attraverso la comprensione e la gentilezza, ed è questa forse la ragione che ha spinto il musicista a prediligere atmosfere pop più semplici e romantiche, anzi direi compassionevoli.

Anche per Kishi Bashi (vero nome Kaoru Ishibashi) è dunque venuto il momento di affrontare l’era Trump, con un risveglio di coscienza sociale, affidato a un malinconico chamber-pop-folk, orchestrato con l’aiuto di Nick Ogawa (aka Takénobu) al violoncello, e Mike Savino (aka Tall Tall Trees) al banjo e al basso. L’ex-componente dei Jupiter One e Of Montreal sacrifica i toni brillanti e a volte sopra le righe dei precedenti album, per abbracciare sonorità più morbide che tengano fede allo spirito schietto dei testi. Kishi Bashi si conferma autore e arrangiatore raffinato. Le prestazioni vocali sono puntualmente intense, ma il folk-pop pastorale di “Omoiyari” non sempre cattura tutta la forza dei testi.

Ad onor del vero, il tocco gentile alla Harry Nilsson di “Penny Rabbit And Summer Bear” e la grazia chamber-folk di “A Song For You” confermano il tocco da perfetto artigiano pop di Kishi Bashi. In converso, l’ingenuità folk-beat di “F Delano” e la non molto incisiva “Marigolds” (con l’ombra dei Mumford & Sons) non convincono fino in fondo.
E’ comunque difficile valutare questo nuovo album dell’artista americano senza tener conto delle premesse e delle suggestioni che l’accompagnano, a partire dalla copertina raffigurante spille a forma di uccello intagliate a mano dai prigionieri. Inoltre, non va trascurato che nel corso del 2020 uscirà un film documentario a supporto del progetto. Questo in parte giustifica gli eccessi sentimentali di brani come “Angeline” e aggiunge valore all’intensa e suggestiva “Theme From Jerome (Forgotten Words)”, rendendo meno indigesta la virata country della conclusiva “Annie, Heart Thief Of The Sea”.

Un po’ d’azzardo avrebbe senz’altro giovato a questo interessante e piacevole concept-album di Kishi Bashi. In attesa di vederne la trasposizione visiva nell’annunciato film-documentario, va comunque encomiata la coerenza del musicista, che ha evitato inutili abbellimenti orchestrali, cercando di catturare suggestione e pathos con l’arma della semplicità.
Inutile sottolineare che le già citate “A Song For You” e “Theme From Jerome (Forgotten Words)” entrano con autorevolezza nella classifica delle migliori canzoni del musicista, a questo aggiungendo l’esaltante singolo in perfetto stile Elo meets Divine Comedy “Summer Of ‘42”, un brano che ripristina il lato più estroso del chamber-pop di Bashi, catturando tutta la tensione melodrammatica del progetto.

Poche incertezze e qualche ingenuità (i due strumentali “A Meal For Leaves” e “Violin Tsunami”) non inficiano la resa di “Omoiyari”, anche se una maggiore omogeneità avrebbe senz’altro giovato alle lodevoli intenzioni dell’autore. Per i più distratti e superficiali, il nuovo album di Kishi Bashi è un gradevole sottofondo chamber-folk-pop da gustare con leggerezza e archiviare senza nostalgia. Ma ai più attenti e pazienti difficilmente sfuggirà la passione e l’onestà intellettuale con la quale l’artista ha affrontato un tema non facile e ricco di insidie, queste ultime abilmente superate grazie al tono né pedagogico, né patetico dei testi, così come degli arrangiamenti.

(14/06/2019)



  • Tracklist
  1. Penny Rabbit And Summer Bear
  2. F Delano
  3. Marigolds
  4. A Song For You
  5. Angeline
  6. Summer Of '42
  7. Theme From Jerome (Forgotten Words)
  8. A Meal For Leaves
  9. Violin Tsunami
  10. Annie, Heart Thief Of The Sea






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