Lightning Bolt

Sonic Citadel

2019 (Thrill Jockey) | noise rock

Tra cieli da cavalcare, magnifici arcobaleni, montagne iper-magiche e imperi della fantasia, a leggere i titoli dei dischi dei Lightning Bolt sembra sempre di approcciarsi a libri di favole, per poi imbattersi, invece, in una delle spirali noise più conturbanti e distruttive del nuovo millennio. Non fa eccezione questo “Sonic Citadel”, numero sette della discografia dei due Brian (Chippendale e Gibson), che in più, a potenziare l’inganno, ci mette una copertina colorata coi pastelli, che affastella torri principesche e colori. Non fa eccezione neanche il contenuto, con il basso super-effettato di Gibson e il drumming scomposto e turbinante di Chippendale a ingoiare tutto quello che incontrano. Tuttavia, forse questa volta qualcosa è davvero cambiato, con un po’ di luce in più a trapelare dagli spazi e numerosi, sebbene timidi, slanci melodici qui e là.

L’inizio non è certo dei più confortevoli, con il classico suono di basso ottuso e la batteria a lanciare sassi in “Blow To The Head”, e poi con una trombetta stridente strimpellata tra i gorghi di rumore nella demenziale “USA Is A Psycho”, che ricorda nei toni i Butthole Surfers. È dunque in “Air Conditioning” che inizia a circolare una nuova aria, con il basso che facendo le veci della chitarra imposta una struttura più lineare, dalle tendenze meno devastatrici. Procede su questa falsariga “Hüsker Dön’t”, una specie di omaggio commosso e strampalato agli Hüsker Dü, con il basso, qui ancora più chitarristico, che ondeggia in un epico riff metal. L’evoluzione si completa in “All Insane”, un pezzo con la ritmica bulldozer, ma a dar vita a una canzone vera e propria, con il cantato sguaiato ma ordinato e la melodia insistita.

Certo, in mezzo troviamo “Big Banger”, che è per l’appunto una big banger, “Halloween 3” e altre brutalità che portano le corde del basso al limite dal cedere e le pelli della batteria al limite dallo sfondarsi, ma una nuova tendenza alla melodia è chiara. “Van Halen 2049”, con i suoi nove minuti e rotti di tapping ultra-distorto, chiude degnamente il disco più accessibile del duo di Providence, nonché il migliore da almeno una decina d’anni.

(22/11/2019)

  • Tracklist
  1. Blow To the Head
  2. USA Is a Psycho
  3. Air Conditioning
  4. Hüsker Dön't
  5. Big Banger
  6. Halloween 3
  7. Don Henley In the Park
  8. Tom Thump
  9. Bouncy House
  10. All Insane
  11. Van Halen 2049


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