Marvin Gaye

You're The Man

2019 (Motown) | soul

Come salutare una nuova uscita a nome Marvin Gaye nel marasma delle sue pubblicazioni postume? “You’re The Man” rappresenterebbe il “disco perduto” del signore del soul, anche se in realtà sarebbe più opportuno parlare di “disco volutamente non compiuto”. Tra il 1971 e 1973, infatti, Gaye realizzò una serie di registrazioni dall’atmosfera “familiare” per sperimentare nuove sonorità, dopo l’enorme successo di “What’s Going On”, disco inizialmente poco benvoluto anche dalla casa madre. Come dare seguito a quel successo così innovativo sul piano musicale? Come sarebbe stato poi possibile arrivare a quell’indipendenza artistica e produttiva che lo avrebbe allontanato definitivamente dal suono Motown e avrebbe segnato il capolavoro “Let’s Get In On”? Gaye era ancora in parte legato all’immagine di crooner doo-wop cucitagli addosso dall’etichetta, nonostante avesse appena dato una svolta militante ai suoi testi, riunendo le tensioni della politica, della religione e della cultura afroamericana sotto il cappello di un soul raffinato, liquido, elegante e sensuale.

Il problema maggiore legato alla produzione e alla relativa uscita di “You’re The Man” fu, in realtà, di duplice entità: da un lato la scarsa convinzione dello stesso Gaye sulla bontà complessiva dell’opera, dall’altro lato i contrasti sempre più vivaci con la benemerita Motown. Distanze, queste ultime, di natura soprattutto politica, con Gaye nelle vesti del predicatore ecologista e antisistema e l’etichetta immersa nel capitalismo più sfrenato in seguito alle vendite clamorose dell’epoca. “You’re The Man” nasce, quindi, sotto una “cattiva” stella, segnato da contrasti irrisolvibili tra il suo creatore e il mondo che lo circonda. Tuttavia, al di là delle beghe che evitarono la sua definitiva pubblicazione, il disco si presenta come un compendio di strascichi post-“What’s Going On” e i richiami fortissimi della blaxploitation che lo stesso Gaye rincorreva, anche se solo in parte, distaccandosi dall’afflato orchestrale che fino ad allora aveva sedotto le sue intenzioni.

“You’re The Man”, raccolta di singoli e provini, ritrae e ferma, dunque, quel processo di perfezionamento di un sound unico, presentando una serie di istantanee che immortalano l’allenamento quotidiano di un pugile verso il match decisivo della sua carriera. Così, Gaye si prende spazio per affinare i processi di scrittura in studio di registrazione e, soprattutto, la costruzione delle sue sofisticate e inimitabili architetture vocali. Contestualmente, l’asso irraggiungibile della musica soul è impegnato nella scrittura della colonna sonora per il film blaxpoitation “Trouble Man” del 1972 - dopo le note prove di Isaac Hayes con “Shaft” nel 1971 e Curtis Mayfield con “Superfly” nel 1972, entrambi diretti da Gordon Parks - e viene coinvolto dal cognato Berry Gordy, boss della Motown, per realizzare un disco di duetti con Diana Ross, “Diana & Marvin”, che incornicia un certo sound black, accomodante, conciliante e immune dalle tensioni socio-politiche di quegli anni.

Il brano che sicuramente incarna in pieno questo approccio “processuale” è lo splendido singolo “You’re The Man”, pubblicato dopo “What’s Going On” e accolto in maniera tiepida dal pubblico. In questo album, il brano è presentato in due versioni, la prima ufficiale divisa in due parti, la seconda in una veste alternativa, con un sound che guarda proprio a Hayes e alle orchestrazioni della musica da film di quegli anni:

Talkin', talkin' to the people
Try, get them to go your way
Tellin' lies, not to worry
That we won't be led astray
So blind, unsignified
Your opponents always lying
Think about the mistakes you make
I believe America's at stake

Il disco offre anche una ricognizione sui suoni e i generi che agitavano l’animo del cantante-compositore di Washington DC, in una tensione costante il cui equilibrio era dettato dal suo grande intuito per la perfetta melodia pop. Troviamo quindi il gospel di “Piece Of Clay”, le tensioni disco di “I’m Gonna Give You Respect”, il trascinante r’n’b di “Try It, You’ll Like It”, il pop di “We Can Make It Baby”, il sinfonismo cinematico di “Symphony”, il doo-wop di “I Want To Come Home For Christmas” e il soul attivista di “I’m Going Home” à-la Gil Scott-Heron, la ballatona mielosa da consumare al tramonto con “My Last Change”, nonché la coralità frizzante e piena di brio di “You Are That Special One”.

Ebbene, alla luce di tanta “versatilità”, come si può valutare un’opera così disorganica e disomogenea, tanto più se presente nella discografia di un autore che ha sempre tenuto particolarmente a dare una veste compatta e coerente a ciascun disco? Non è facile rispondere a questa domanda. Il disco si presenta come un ibrido, riuscito per alcuni versi, incompiuto per altri. A nostro parere, si accoglie comunque come un dono per poter capire più a fondo la complessa personalità e l’innato talento di uno degli indiscussi geni della musica pop tout-court, non solo black. Ci sono dei brani di una classe infinita che risultano tutt’oggi ancora “attuali” e senza tempo.

Soltanto fuggendo dalla pretesa di sottolineare una non pervenuta organicità dell'opera e deviando il pensiero su quello che di primo acchito apparirebbe come un probabile passo falso mai pubblicato dal musicista statunitense - per motivi in fondo sconosciuti a tutti ma evidentemente validi - è possibile accantonare una scure fin troppo pesante. “You’re The Man” è in buona sostanza un album che si mimetizza perfettamente nella discografia principale di Gaye, fotografando la ricerca della perfezione tra due capolavori, restando al contempo suscettibile alla passione ineluttabile che segnerà l’ascesa di “Let’s Get In On” e la caduta di un genio succube delle proprie emozioni, e a conti fatti anche delle proprie insicurezze.

(13/01/2020)

  • Tracklist
  1. You're The Man - Pts. I & II / Single Version
  2. The World Is Rated X - Alternate Mix
  3. Piece Of Clay
  4. Where Are We Going? - Alternate Mix 2
  5. I'm Gonna Give You Respect
  6. Try It, You'll Like It
  7. You Are That Special One
  8. We Can Make It Baby
  9. My Last Chance - SalaAM ReMi Remix
  10. Symphony - SalaAM ReMi LP Mix
  11. I'd Give My Life For You - SalaAM ReMi LP Mix
  12. Woman Of The World
  13. Christmas In The City
  14. You're The Man - Alternate Version
  15. I Want To Come Home For Christmas
  16. I'm Going Home
  17. Checking Out (Double Clutch)
Marvin Gaye su OndaRock
Marvin Gaye on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.