Northwest

II

2019 (Self Released) | ethereal wave, dream-pop

Sette minuti e quarantatré secondi: un violino e una sezione di archi al seguito, note che si librano in uno spazio terso ma oscuro, la voce che entra in punta di piedi mentre il flusso sonoro si acqueta per poi esplodere in un vortice armonico romantico e struggente. Tre minuti e venticinque sono già trascorsi, pause plumbee tra clarinetti e percussioni intonano toni drammatici e perigliosi: il caos, breve, e poi il passo greve del basso reintroduce la voce, ora più angelica e soave. In un attimo tutta la poesia goth-folk di Kate Bush, Hope Sandoval e, perché no, Lana Del Rey scorre come un fiume in piena tra un crescendo armonico impetuoso, un tocco orientale e un breve finale noise.
Basterebbe l’energia dei 7:43 di “Winterland” per giustificare la ragion d’essere di questo secondo capitolo dei Northwest.

Mariuca Garcia-Lomas e Ignacio Simón sono tornati a raccontarci il loro mondo di visioni dalle infinite sfumature di grigio, un universo dove Federico Fellini, Wim Wenders e Akira Kurosawa hanno trovato pane per i loro denti e che ancora oggi riesce a stimolare acute riflessioni sull’esistenza e il significato delle cose.
Le atmosfere di “Northwest II” sono ancora più eteree e struggenti dell’esordio: harmonium e violini intonano danze oscillanti quasi sospese nel vuoto (“Interlude”, “Wind”), sono frammenti di poesie e foto in bianco e nero trovate in un vecchio casolare in rovina, adagiati su melodie folk dimenticate dal tempo (“The Day”).

Era già difficile ripetere l’incanto del primo capitolo, andare oltre alquanto improbabile, ma c’è una magia in questo nuovo album che non avevamo del tutto carpito nel pur geniale esordio. Sperimentazione, library-music, neoclassica, minimalismo, trip-hop, dream-folk sono ancora la materia prima della musica del duo, mai così evocativa e toccante nella sua esternazione più intelligentemente pop (“All Of A Sudden”) e mai così avventurosa come nei dodici minuti ai confini del jazz di “Before The Spell”, dove si fondono le visioni di Mark Hollis con quelle di Miles Davis, anticipando nuove evoluzioni e progetti collaterali di cui discorreremo a breve.

Non è un disco facile da amare, “Northwest II”, in queste otto composizioni non troverete sangue, sudore e lacrime ma un cuore dolorante al posto del sangue, cristalli di ghiaccio in luogo del sudore e infine un volto che non ha più lacrime da piangere, ma nessun disco riuscirà a catturare la vostra immaginazione più di “Northwest II”.

(04/04/2020)



  • Tracklist
  1. Wind 
  2. Winterland
  3. The Day
  4. Interlude II 
  5. All of a Sudden 
  6. Before the Spell
  7. Interlude II (reprise) 
  8. Wasted Light






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