Il 2020 per Dylan Baldi ha sancito la concretizzazione di un nuovo progetto, stilisticamente molto distante dai Cloud Nothings. Due dischi di jazz sperimentale, il primo pubblicato a marzo su Carpark, “Blessed Repair”, il secondo a fine ottobre, “After Commodore Perry Service Plaza”. Tre tracce dilatate, interamente strumentali, profondamente avanguardistiche, assemblate senza alcun tipo di preoccupazione per eventuali risvolti commerciali.
Dylan lascia la chitarra nella custodia e imbraccia il sassofono, in maniera non sempre convenzionale, Jayson Gerycz (presente nel quartetto base dei Cloud Nothings da quando non sono più stati una one man band) si occupa di batteria, percussioni e rumorismi assortiti. Dylan a Philadelphia, Jayson a Cleveland, bloccati in quarantena ma lanciati in avventurose free session che – racconta lo stesso Baldi – in realtà sono soliti fare non di rado, per spezzare la routine disco-tour-disco-tour della band madre.
Per lunghi tratti serene e meditative, le tre tracce si increspano divenendo in alcuni frangenti un affare piuttosto “avant”, che rischia di far storcere il naso sia ai puristi della materia (guai spacciarsi per jazzisti in periodi come questi, costellati da numerose uscite di grandissima qualità) sia agli stessi fan dei Cloud Nothings, probabilmente spiazzati e poco inclini a seguire queste inattese derive artistoidi di Baldi. Probabile che in molti continuino a preferire la sua dimensione post-hardcore o semmai quella alt-pop sbandierata nel recente “The Black Hole Understands“.
28/12/2020
Il punk-pop da cameretta della nuova sensazione dagli States
Seconda prova per la giovanissima band, in una veste più seriosa e ricercata, con Steve Albini in cabina di regia
Dopo la separazione da Albini, i tre di Cleveland cercano la loro strada con rinnovato vigore
Dylan Baldi e Nathan Williams uniscono le forze per scrivere lo stato dell'arte dell'alt-rock
Lo stato dell'arte della scena indie-rock contemporanea rappresentato nel quarto lavoro della band di Cleveland
Giunta al quinto album, la band di Dylan Baldi firma il proprio capolavoro post-hardcore
Il disco alt-pop di Dylan Baldi, alla ricerca della luce del sole durante il buio della pandemia
Fra spigoli post-hardcore e rotondità indie-rock, il dopo-pandemia del quartetto di Cleveland
Dopo tre anni di assenza la formazione guidata da Dylan Baldi torna con dieci nuove tracce che ne consolidano lo stile
Il ritorno in scena del songwriter americano
Lined-out singing e gospel: nuove suggestioni per Kurt Wagner
Un esordio da non perdere sotto il segno dell’Americana (e di Tommaso d’Aquino)
Una formula jangle pop tra vintage e contemporaneo
Imperfetto e di una sincerità disarmante, così il quartetto mancuniano decide di presentare il suo debutto, sempre sotto l'egida stilistica "Britainicana"
A 12 anni dal ritorno in pista, Greg Dulli e i suoi classicizzano il loro sound
Il terzo album della cantautrice r&b di Chicago è un centro pieno, tra smanie eighties e fluorescenze pop
Una seconda vita, senza dimenticare la prima, per la formazione scozzese