Adoro le copertine dei Cloud Nothings: scenari marittimi, scorci metropolitani, ora anche un bellissimo tramonto. Dentro quegli involucri la musica di solito non era però mai troppo rassicurante. Dylan Baldi con il passare del tempo è diventato un musicista dalle vedute molto più ampie rispetto a quanto chiunque avrebbe potuto credere: sono del 2020 due lavori avant-jazz che lo hanno condotto fuori dalla propria comfort zone, e che con ogni probabilità hanno indirizzato la sua scrittura successiva. Pur conservando il trademark sonoro tipico della formazione di Cleveland, oggi in effetti “Final Summer” suona meno acuminato rispetto al micidiale post-hardcore che caratterizzava album come “Last Building Burning” o “Here And Nowhere Else“. I Cloud Nothings oggi cercano di mediare – ancor più che in passato – ruvidità e armonie.
C’è un inatteso interludio, vagamente kraut, che ci accoglie all’ingresso di “Final Summer”, una title track eccitante, soprattutto per l’effetto prodotto dagli interessanti contrappunti del basso. Baldi si catapulta in scena cantando una strofa melodica, seguita da un ritornello luminoso. La successiva “Daggers Of Light” non risparmia declinazioni noise ma appare evidente quanto l’obiettivo della band sia rivolto verso l’elaborazione di un alt-rock più accattivante, come dimostra la serena coda strumentale di “Mouse Policy”. È pur vero, però, che se con “Running Through The Campus” i Cloud Nothings si slanciano verso orizzonti “classic”, attraverso “Thank Me For Playing” provvedono a portare qualche complicazione, in “On The Chain” continuano a divertirsi con le dissonanze, con la poderosa “I’d Get Along” tornano a scuotere come nei loro momenti più spigolosi.
25/04/2024
Il punk-pop da cameretta della nuova sensazione dagli States
Seconda prova per la giovanissima band, in una veste più seriosa e ricercata, con Steve Albini in cabina di regia
Dopo la separazione da Albini, i tre di Cleveland cercano la loro strada con rinnovato vigore
Dylan Baldi e Nathan Williams uniscono le forze per scrivere lo stato dell'arte dell'alt-rock
Lo stato dell'arte della scena indie-rock contemporanea rappresentato nel quarto lavoro della band di Cleveland
Giunta al quinto album, la band di Dylan Baldi firma il proprio capolavoro post-hardcore
Il disco alt-pop di Dylan Baldi, alla ricerca della luce del sole durante il buio della pandemia
Avanguardismi jazz per il side project di due quarti dei Cloud Nothings
Fra spigoli post-hardcore e rotondità indie-rock, il dopo-pandemia del quartetto di Cleveland
La band irlandese in cerca di un suo spazio fuori dalla gabbia del post-punk
La storica band ceca torna con un nono album denso di atmosfere metafisiche
Avventure cosmiche in lo-fi per il progetto retro-future della talentuosa producer californiana Maryam Qudus
Il ritorno al dancefloor con un album in stile dj set per la regina del pop
Un lavoro luminoso, nobilitato dalle presenze di Paul McCartney, Robert Smith, Stevie Winwood, Benmont Tench, Bruno Mars e Chad Smith
Il musicista di Detroit ritorna alle radici rock-blues
Un'immersione nel soul anni 60 in chiave amabilmente retrò
Un laboratorio di violenza sonora dove hardcore, industrial, nu-metal e hip-hop si fondono