Campos

Latlong

2020 (Woodworm) | alt-folk, indietronica

L’aria sulla pelle
Dimmi che effetto fa
(da “Sonno”)

Abbiamo già ospitato i Campos sulle nostre pagine, era il 2017 e “Viva” rappresentava il loro esordio, seguito un anno più tardi da “Umani, vento e piante”. Il trio pisano è attualmente composto da Simone Bettin, già nei Criminal Jokers di Francesco Motta, Davide Barbafiera e Tommaso Tanzini. Ragazzi che mostrano coraggio, che non ricercano il ritornello a tutti i costi o il brano di facile presa, che se ne fregano del passaggio radiofonico e badano piuttosto allo spunto singolare, che possa slanciarli oltre lo steccato. “Latlong” ci vuole raccontare il loro modo di osservare il mondo oggi: una parolina ottenuta dalla fusione dei sostantivi “Latitudine” e “Longitudine”, l’individuazione di un punto, di una posizione sulla nostra Terra.

In questo terzo lavoro i Campos confermano l’adesione a un personalissimo stile che prevede di miscelare suoni acustici e inserti elettronici, alt-folk e indietronica, inseguendo un approccio “berlinese” (Bettin è fortemente legato alla capitale tedesca) alla profondità di scrittura tipica della migliore tradizione cantautorale di casa nostra. In particolare, spiccano per la capacità di sporcare le proprie linee musicali attraverso l’utilizzo di elementi piacevolmente disturbanti, di interferenze che non provocano fastidio, bensì arricchiscono il riflessivo songwriting della band toscana.

Enigmatici e curiosi, dentro le proprie canzoni creano un particolare ibrido nel quale si rintracciano bagliori di Radiohead (l’arpeggio di “Mano” è più di un indizio), rifrazioni dei Verdena meno caustici (“Ruggine”) e racconti campestri che sembrano usciti dall’immaginario di Lucio Corsi (“Figlio del fiume”, con mirabile closing strumentale).
In “Sonno” scavano a mani nude nella terra, come dei Bachi da Pietra a spina staccata, e alternano ad arte momenti terreni alla più trasognata “Lume” e alla poesia di “Paradiso”.
Relegata al ruolo di ghost track, la quasi punk “Cane” è il momento più corrosivo di un disco che si impone come una delle migliori sorprese italiane di quest’annata che volge al termine.

(08/12/2020)

  • Tracklist
  1. Sonno
  2. Figlio del fiume
  3. Santa Cecilia
  4. Ruggine
  5. Arno
  6. Blu
  7. Addio
  8. Mano
  9. Lume
  10. Dammi un cuore
  11. Paradiso
  12. Cane (ghost track)


Campos su OndaRock
Recensioni

CAMPOS

Viva

(2017 - Aloch Dischi)
Debutto del trio pisano, al riammodernamento di ballad cupe e polverose

Campos on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.