Districts

You Know I'm Not Going Anywhere

2020 (Fat Possum)
indie-rock, neo-psichedelia

Destino condiviso con tante next big thing indie del decennio 10, i District da Lititz (Pennsylvania, Usa) non hanno mai confermato le aspettative riposte in loro da stampa e etichetta dopo l'incisivo "A Flourish And A Spoil" del 2015, loro prima uscita per Fat Possum dopo due dischi più o meno amatoriali registrati ai tempi del college (dove i membri della band si sono conosciuti) o subito dopo. Il successivo "Popular Manipulation", del 2017, mostrò tutti i limiti del gruppo, che, pur più consapevole delle proprie possibilità e intenzionato ad allargare lo spettro del proprio indie-rock chitarristico, fallì nell'aspetto più importante per proposte semplici e dirette come la loro: la scrittura delle canzoni.

"You Know I'm Not Going Anywhere" conferma la volontà della band di valicare i propri confini musicali, stravolgendo gli equilibri del proprio sound, spostandolo decisamente verso suoni più rotondi, sovente neo-psichedelici, con le chitarre acustiche più in primo piano rispetto a quelle elettriche ("My Only Ghost", "Velour And Velcro", "Descend") e pacchi di tastiere celestiali (la zuccherina "Hey Jo"). Mentre "Cheap Regrets" (scelta manco a farlo apposta come singolo di lancio), strillata da Rob Grote e striata da penetranti e ruvide chitarre elettriche, o il power pop irruento e gioioso di "Sidecar" non avrebbero stonato in "A Flourish And A Spoil", la leggerezza degli arrangiamenti di "Changing", con la chitarra soavissima e la nebbiolina degli echo, è piacevolmente inedita.
Per non parlare del folk impercettibile di "Descend" (Nick Drake divorato notti intere) o della fantasia di fiati della gelatinosa e un filo inquieta "Dancer". Anche "And The Horses All Go Swimming", ovattata com'è, sembra suonata sul fondo di una piscina - uno dei vertici del lavoro quando l'orchestrina danza un valzer con i riverberi shoegaze.

Non risolleverà una carriera (vuoi per il ridimensionamento critico della band, vuoi per l'interesse discendente verso l'indie-rock, seguito sempre da meno fan), ma "You Know I'm Not Going Anywhere" è un ascolto piacevole, a tratti anche decisamente bello. Scritto e suonato con coraggio da una band che non ha paura di prendersi rischi, potrebbe essere il preambolo di una trasformazione più completa e interessante.

08/04/2020

Tracklist

  1. My Only Ghost
  2. Hey Jo
  3. Cheap Regrets
  4. Velour and Velcro
  5. Changing
  6. Descend
  7. The Clouds
  8. Dancer
  9. Sidecar
  10. And the Horses All Go Swimming
  11. 4th of July


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