En Attendant Ana

Juillet

2020 (Trouble In Mind) | indie pop, twee, c86

Non conosce limiti geografici o temporali la leggendaria C86, la cassettina di Nme che ha codificato un vero e proprio genere, fatto di squillanti, irrinunciabili melodie jangle-pop che si levano lasciandosi dietro qualche graffiante detrito di rumore. Così, quasi mensilmente, ci troviamo tra le mani il lavoro di una nuova band di chiara ispirazione C86. Alcune sono l'ennesima fotocopia dei vari Pastels o Shop Assistants, altre travalicano l'emulazione e portano al genere qualcosa di nuovo, fosse solo anche un pugno di canzoni irresistibili (che nel caso degli Alvvays, tra i più fortunati esempi del fenomeno, diventano sempre di più).
Di stanza a Parigi, gli En Attendant Ana potrebbero fare parte della seconda categoria. La proposta della formazione a cinque è senz'altro originale, con l'indie pop di ispirazione scozzese che incontra il calore delle trombe, c'è però ancora lavoro da fare sulla scrittura delle canzoni, che qualche volta peccano di irriconoscibilità l'una dall'altra.

Di solito si dice dei film o dei libri, che iniziano in medias res. Privo di un incipit o di uno strumentale un pelo più articolato ad aprire il primo brano, "Juillet" (secondo disco della band) inizia proprio così, in medias res; di botto, con la melodia e la strofa che spalancano la porta e irrompono sulle scene. La chitarra guizzante che fa saliscendi come una farfalla sotto anfetamine, la tromba che innaffia di malinconia le pause del cantato fanno di "Down The Hill" un opener perfetta e presentano la ricetta della band nella maniera più chiara possibile.
Con un riff di chitarra malinconico e grintoso, "Do You Understand?" dimostra l'importante affinità con i succitati Alvvays, specie nella somiglianza del modo di cantare delle vocalist.

I due brani più brevi del disco, "Somewhere And Somehow" e "In/Out", sono anche tra i migliori, il primo grazie alla splendida melodia per tastiera che traccia scie iridate, il secondo mediante le schitarrate rissose e divertenti. Forse il brano più pregiato della scaletta, "Enter My Body (Lilith)", è animato da uno spirito boemo fatto spirare dall'organetto che rinforza e riscalda le chitarre. Molto bello e avvolgente il finale dominato dalla tromba e dai dolcissimi vocalizzi di Margaux Bouchaudon.
"Words" aggiunge un po' di elettronica alla ricetta con lo scopo di inacidirla, effetto che viene accentuato dalla tromba, qui irta e starnazzante.

(08/02/2020)

  • Tracklist
  1. Down the Hill
  2. Do You Understand?
  3. Somewhere and Somehow
  4. In / Out
  5. From My Bruise To an Island
  6. Flesh Or Blood
  7. Enter My Body (Lilith)
  8. Words
  9. When It Burns
  10. The Light That Slept Inside


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