Horse Lords

The Common Task

2020 (Northern Spy) | post-minimalismo, kraut

Di fronte a una band di giovani musicisti con la classica formazione di chitarra, basso e batteria, la prima cosa che si potrebbe pensare è di trovarsi di fronte a una tradizionale band rock. Nulla di più falso per il quartetto di Baltimora dei Horse Lords che - nonostante una prima valutazione superficiale possa portare fuori strada - non hanno fondamentalmente alcun legame con mondo del rock classico, ma sono decisamente figli del minimalismo americano e del post-minimalismo successivo.

Giunti al loro quarto Lp, dopo l’ottimo “Interventions”, con il nuovo “The Common Task” non tradiscono le attese, ottenendo riconoscimenti pressoché unanimi in tutte le riviste specializzate. Pattern rapidissimi ripetuti compulsivamente, poliritmi che si intersecano tra loro nervosamente, soluzioni ritmiche sempre nuove e inattese: sono queste le varianti della musica contorta e variegata del quartetto. Talvolta il sound potrebbe far venire alla mente il motorik beat dei pilastri del kraut-rock Neu!, altre volte diventa tanto potente da ricordare i muri di suono di Glenn Branca, molto più spesso siamo in pieno territorio minimalista, tra Terry Riley e Steve Reich. E' un piccolo miracolo che, nonostante tanta complessità, la musica dei Horse Lords mantenga sempre un legame con la fisicità e col divertimento.

"Fanfare For Effective Freedom" è un tripudio di tempi dispari e ripetizioni che ricorda qualcosa di “The Ascension”, fino ad accelerazioni sempre più virtuose e ipnotiche che farebbero felice Terry Riley. “Against Gravity” è davvero una perla minimalista come non se ne sentivano da anni; i pattern di sax e chitarra si incrociano sempre più, spesso talmente brevi da non superare (presi singolarmente) i due o tre secondi. Tutto è delirante e divertente, tanto da portare a una sensazione di libertà assoluta (come il titolo del primo brano fa già intendere).
I ritmi gioiosi e le percussioni di “People's Park” ricordano qualcosa delle melodie desert-rock di Bombino, ma è solo una goccia nel mare. Il punto di arrivo di tanto caos sono i diciotto minuti di “Integral Accident” che, dopo un lungo inizio dilatatissimo, giungono a un finale ipercontorto, con basso, chitarra, sax e batteria a inseguirsi in una corsa memorabile con l’aggiunta di un canto femminile.

Alcuni titoli potrebbero rimandare ad alcune idee politiche, quello che trasuda davvero è la vitalità e la libertà. Il minimalismo è ben lungi dall’essere dichiarato finito.

(11/12/2020)

  • Tracklist
  1. Fanfare For Effective Freedom
  2. Against Gravity
  3. The Radiant City
  4. People's Park
  5. Integral Accident




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