Isobel Campbell

There Is No Other

2020 (Cooking Vinyl) | indie-folk

I suoni dell'iniziale "City Of Angels" sembrano suggerirci quando ascoltare il ritorno discografico di Isobel Campbell, "There Is No Other": al tramonto, sul finire d'una delle tante piccole battaglie quotidiane, quando si cerca conforto in un ascolto appagante. L'ex-Belle & Sebastian, dopo il trittico firmato insieme a Mark Lanegan, lascia definitivamente Gentle Waves e realizza a proprio nome il ritorno sulle scene a ben quattordici anni di distanza da "Milkwhite Sheets". Lasciata la natìa Scozia, la violoncellista e compositrice ormai è losangelina a tutti gli effetti, come la sopracitata traccia conferma, assorbendo ogni singolo aspetto della nuova vita, dagli inediti paesaggi davanti i suoi occhi attenti, fino alla storia musicale della città. Dolce e angelica, accompagnata dal bell'arrangiamento, la Campbell descrive tante piccole instantanee della Città degli Angeli. Luci e altrettante ombre, come quelle presenti in "Boulevard", incentrata sul dramma sociale dei senzatetto.

Inizialmente spiazzante, subito dopo la rivisitazione del grande classico di Tom Petty "Runnin' Down a Dream" dal capolavoro "Full Moon River". Spogliato d'ogni grinta rock, il brano viene avvolto dalla soffusa e intrigante atmosfera, inserendosi perfettamente nel mondo sonoro e tematico di "There Is No Other". Sì, perché uno dei cardini dell'opera è l'invito a vivere questo sogno, a farlo proprio, correndone i rischi. Lo dichiara esplicitamente la Campbell alla fine di "Vultures":
Don't you cry, don't you weep
Time to fly, make a leap
Stand tall
Heart on your sleeve
Dream the dreamer
There is magic, believe

Un'empatia, un sentimento capace di trascinare verso l'alto i passaggi più intensi: "The Heart Of It All", "Hey Word" e "The National Bird Of India". Prodotto e arrangiato egregiamente, l'album alterna passaggi più indie-pop scanditi da drum machine e synth - "Ant Life" - e altri più folk screziati di lieve psichedelia ("See Your Face Again", "Rainbow"), come la colorata copertina suggerisce. Chiuso da "Below Zero", "There Is No Other" presenta - nel bene e nel male - ciò che ci sia apettava dalla cantante: un'indiscutibile bravura e grazia nel dipingere acquerelli musicali, ma anche una tracklist che nella totalità dei suoi tredici brani tende ad annoiare. Rileggendo in maniera ironica il titolo del disco, la Campbell sembra voglia far sapere fin dall'inizio all'ascoltatore verso cosa andrà incontro: nonostante i tanti anni di lontanzanza, il suo mondo alla fine non è cambiato. Non c'è altro.

(13/02/2020)

  • Tracklist
  1. City of Angels
  2. Runnin' Down a Dream
  3. Vultures
  4. Ant Life
  5. Rainbow
  6. The Heart of It All
  7. Hey World
  8. The National Bird of India
  9. Just for Today
  10. See Your Face Again
  11. Boulevard
  12. Counting Fireflies
  13. Below Zero




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