Jung Deejay

Java Scripts

2020 (ArteTetra) | electro, jungle, pc music

Un assolato weekend estivo speso nella Grande Mela a mettere insieme suoni estrapolati da sampler polverosi, provando a mantenere un equilibrio tra ripetitività dei ritmi e casualità delle “melodie”. È la genesi dei “Java Scripts” di Jung Deejay, all’anagrafe il newyorkese Randy Riback, producer conosciuto fino a qualche anno fa come “Jung Hardware”. Con la sua nuova veste di “Deejay”, inaugurata dalla techno liquida e zuccherosa di “7 Sketches For Akai Sampler” (2018), Riback risale nei presenti “scritti” alle origini della musica per pc catturando l’attenzione di ArteTetra, che non perde tempo a irretirlo e a incasellarlo nel proprio catalogo.

Mano ai joystick, quindi, e pronti ad attraversare in solitaria i primi quattro livelli di questa specie di versione esotica - e drogata - di “Sonic”, con avventure in una fitta vegetazione tropicale a 16-bit accompagnate da iterative percussioni tribali di fattura sintetica, deliziose marimbe pixellate e dilatati tappeti para-new age, che è quel che avviene in “Spirit’s Moon”.
Il caldo e l’umidità annebbiano la vista anche sul pianeta Mobius, e allora serve rallentare e fare il pieno di zuccheri con la batida computerizzata, ultra-energetica di “Seagull’s Dance”, che ci rimette in sesto per sfrondare a colpi di machete rami e liane alla ricerca del Dr. Eggman. Nel frattempo, la colonna sonora vira con “Teeley’s Dream” verso un electro-psych funk caraibico scandito da una drum machine decisamente prince-iana, e con “Lyon’s Roast” in favore di una danza ancestrale dalla ritmica discontinua.

Che 90’s sarebbero se, alla fine del gioco, non fosse possibile premere “Start again” e rivivere quest’esperienza allucinata selezionando i quattro remix dei “Java Scripts”? E allora, via con i ritocchi a cura di Rainbow Island, Gap, Brian Abelson e Piezo. Nell’ordine, il quartetto romano seziona con precisione chirurgica “Spirit’s Moon” e ne isola il filamento psych-dub elevandolo al cubo, mentre il buon Gap sceglie di amplificare il lato tribal della “danza del gabbiano”, previa spinta sull’acceleratore. Sotto gli influssi narcotizzanti di Abelson, il “sogno di Teeley” diventa un incubo deep house dai risvolti cyberpunk, laddove il milanese Piezo preferisce rivestire “Lyon’s Roast” di una scintillante mise jungle, impreziosita da increspature grime.
Niente di sorprendentemente nuovo, insomma, sotto questo sole digitale, ma tutto decisamente freschissimo.

(03/11/2020)



  • Tracklist
  1. Spirit's Moon
  2. Seagull's Dance
  3. Teeley's Dream
  4. Lyon's Roast
  5. Spirit's Moon (Rainbow Island Remix)
  6. Seagull's Dance (Gap Remix)
  7. Teeley's Dream (Brian Abelson Remix)
  8. Lyon's Roast (Piezo remix)
Jung Deejay on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.