Keleketla!

Keleketla!

2020 (Ahead Of Our Time) | afrobeat, world, dub

Cosa succede quando due figure importanti della scena instrumental hip-hop-house-jazz-breakbeat londinese anni Novanta come Matt Black e Jonathan More (ovvero i Coldcut, fondatori dell'imprescindibile Ninja Tune) volano a Soweto e danno vita a un inaspettato sodalizio artistico con una serie di artisti locali mai incontrati prima, su richiesta della libreria indipendente Keleketla?
Per scoprirlo bisogna gettarsi a capofitto in uno dei dischi più vitali della seconda parte di questo (in)dimenticabile 2020 e lasciarsi guidare dall'intreccio di groove e texture vocali a tinte afrobeat che Black e More hanno catturato nella township sudafricana durante il bellissimo periodo di session.

Il progetto nasce su richiesta di In Place Of War (organizzazione che ha come obiettivo la diffusione dell'arte nelle zone di conflitto) e prevede di indicare una lista di artisti preferiti per una ipotetica collaborazione; la libreria Keleketla risponde con nomi quasi totalmente appartenenti al catalogo Ninja Tune (Cinematic Orchestra, Fink, Sampa The Great, Bonobo, Floating Points, Kate Tempest), che con quel tipo di contaminazione va a nozze da sempre, innescando il coinvolgimento dei due demiurghi dell'etichetta.
Maestri indiscussi del trattamento sonoro (chi vi scrive ritiene che il loro "Let Us Play" - composto interamente da campionamenti di dischi altrui - sia uno di quei lavori che definiscono un'era, al pari dell'ovvio precursore "Endtroducing....."), i Coldcut trasferiscono quindi in uno studio di Londra gran parte del materiale registrato con Nono Nkoane e Tubatsi Moloi (voci), Gally Ngoveni (basso), Sibusile Xaba (chitarre), Afla Sackey (percussioni), lavorando sulla ricchezza ritmica e su sottigliezze dub/elettroniche.

A rendere il tutto più cool, un sontuoso parterre di collaboratori d'eccezione, che in un attimo regala la giusta dose di risonanza internazionale.
Si inizia con il mai abbastanza compianto Tony Allen (alle prese qui con le sue ultime registrazioni prima della scomparsa), che in "Future Toyi Toyi" ricorda a tutti quanto questi poliritmi forse non sarebbero mai esistiti senza di lui, e si prosegue con "International Love Affair" dove allo stesso Allen si affianca il sassofonista più influente della attuale scena jazz inglese, Shabaka Hutchings.
Una combo affascinante (presente anche in altri episodi del disco) che già permette di inquadrare le coordinate di un lavoro sempre alla ricerca di dialogo tra generi musicali, bravo nel fare tesoro di quanto In Place Of War e la stessa Keleketla ("risposta", in lingua Sepedi) provano a trasmettere in termini di valore terapeutico dell'arte, soprattutto nelle aree difficili (come Soweto).

E così, accanto all'osmosi hip-hop, jazz e dub di "Papua Merdeka", pronta ad accendere i riflettori sulla lotta contro l'occupazione indonesiana in Papua Occidentale, emergono i fiati imperiosi degli Antibalas su "Freedom Groove" e le rime taglienti della rapper Yugen Blakrok su "Crystalise", regalando un quadro di complessità musicale notevole, mai faticoso all'ascolto, frutto di un'esigenza espressiva che guarda sia al groove che alla rivendicazione dei diritti, e dove i Coldcut confermano la loro padronanza in fase produttiva. 
"Keleketla!" è un ponte che collega nord e sud del mondo. Ancora una volta, serve un disco per ricordarci che è possibile.

(23/09/2020)

  • Tracklist
  1. Future Toyi Toyi
  2. International Love Affair
  3. Shepherd Song
  4. Freedom Groove
  5. Crystallise
  6. Broken Light
  7. 5&1
  8. Papua Merdeka
  9. Swift Gathering
  10. Future Toyi Toyi (Edit)
  11. International Love Affair (Edit)
  12. Crystallise (Edit)
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