Lumi

May The Goddess Unearth Me

2020 (Defense Mechanism) | elettronica, neo-classica

Quando i riferimenti musicali diventano solo delle coordinate e smettono di essere dei modelli da copiare, significa che la propria voce si sta prendendo la libertà di esprimersi. L’impressione che si ha ascoltando il secondo album dei Lumi, “May The Goddess Unearth Me”, è quella di un gruppo che ha metabolizzato l’idea di romanticismo comune a generi e stili musicali diversi.

Vittorio Auteri (elettronica, programming, piano, synth), Giorgia Reitano (violino, synth) e Giulia Emma Russo (violino, synth) vengono da mondi apparentemente distanti e si sono incontrati condividendo la passione per la musica elettronica e per le partiture classiche del minimalismo. Già nell’acerbo esordio di quattro anni fa, “The Day I Surrendered”, i tre musicisti di Catania mettevano in mostra la loro abilità nel seguire sentieri poco frequentati, animando scenari sonori con sogni e ricordi.
Le tracce del nuovo album sono nate durante le ultime registrazioni di “The Day I Surrendered”. Per quattro lunghi anni sono state modificate, registrate ogni volta con l’aggiunta di un nuovo elemento, fino alla stesura definitiva presente sulla scaletta di “May The Goddess Unearth Me”.

Il primo dei sei brani del disco supera i dieci minuti di durata: “Ex Machina I (My Desire For Tears To Taste)” racconta dell’incontro tra l’Uomo e la Dea, tra suoni languidi e dilatati, distesi sopra un lieve tappeto elettronico che enfatizza un crescendo straziante. Senza soluzione di continuità un pianoforte inizia a suonare in mezzo al nulla ripetizioni ovattate, “Ex Machina II (Unearthed)”, finché gli archi non lo avvolgono in un abbraccio infinito (come quello disegnato da Flavia Criscione sulla copertina del disco).
La lunga “Demise”, divisa in tre parti (“Self-Destruction”, “Fated”, “Our Nature”), segna il distacco dell’essere umano dalla divinità. La musica cambia tono: l’elettronica diventa più aspra e tagliente; l’atmosfera rincorre pensieri più cupi. Alla fine del tunnel la luce dipinge l’estasi elegiaca di “Her Gift Everlasting (Hope/Legacy)”, un bagno armonico nel confortevole stato di malinconia.

L’album è stato pubblicato in un elegante vinile in vendita sul Bandcamp del gruppo catanese.

(07/07/2020)

  • Tracklist
  1. Ex Machina I (My Desire For Tears To Taste)
  2. Ex Machina II (Unearthed)
  3. Demise I (Self-Destruction)”, “Fated”, “Our Nature”),
  4. Demise II (Fated)
  5. Demise III (Our Nature)
  6. Her Gift Everlasting (Hope/Legacy)
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