Ramper

Nuestros Mejores Deseos

2020 (autoprodotto) | post-rock, slowcore

Aún te quedan tantos días con miedo durmiendo a mi vera.

Questa sorpresa arriva dalla Spagna del Sud. L’hanno spedita Álvaro Romero Sepúlveda (voce, chitarra, sintetizzatore e tastiere), Jose Alberto "Joserto" López Rosales (percussioni), Antonio Martín Ruíz (basso) e Ángel Oreste Rodríguez Romero (chitarra elettrica, tastiere, cori), quattro ragazzi di Granada che hanno messo a frutto la loro passione per il post-rock e lo slowcore varando il progetto Ramper. Dopo il demo "El Hoyo", uscito all'inizio dell'anno scorso, la band esordisce sulla lunga distanza con “Nuestros Mejores Deseos”, un disco estremamente maturo di cui è davvero difficile non innamorarsi.

Supportati da alcuni amici in fase di registrazione (con violoncello, tromba, eufonio, pianoforte e clarinetto), i Ramper riempiono i primi quattro minuti dell’iniziale title track con un vorticoso bandismo free-jazz, con i fiati a fare la voce grossa. La tempesta prima della quiete. Una quiete che sarà, di lì a poco, dondolante, sussurrata, smisurata nel suo portarsi altrove, verso un climax di voci diafane al limitare del cielo e accordi cristallini che rintoccano come campane a festa, in sinfonica commozione. Poi, la catastrofe. Infine, l’abbandono.
Echi di Red House Painters si odono nella dolcissima elegia di “Niña en vela” (dove la malinconia è come un inchiostro che macchia l’anima fin nelle sue profondità più nascoste: “Da un aire raro el brillo que inunda tu casa/ Nos asusta”) e in “Pánico en las Calles”, un brano che evoca anche gli Slint per quel suo ipnotico farsi attraverso accordi centellinati che convergono, dopo tanta agonia, in un tambureggiante trionfo elettrico.

Dal canto suo, “Amalola” sfodera diluvi sludge-doom e stacchi geometrici, prima del meraviglioso gran finale per fiati esultanti e crude distorsioni, a mimare l’orrore e l’euforia della Vita. Minacciosa e carica di tensione, “Oxígeno” ci assale, dunque, con scariche atonali di chitarra, prima di tuffarsi in un refrain ("No tengo nada/ que decir") che striscia sotto la pelle come un verme terribile, necessario, accompagnato da tamburi velvettiani e arpeggi desertici rischiarati da "lune cattive". Chiude il cerchio, l’epica esplosione in stile Godspeed You! Black Emperor di "Murga”, che invita a trasformare i fallimenti in stimoli per un nuovo inizio, a differenza dei brani precedenti, dominati da sentimenti di paura, desolazione e fragilità. 

Se oye nuestro respirar triunfante
pese al fracaso.
Con el fin a nuestras espaldas
ignoramos su llegada.
Y en silencio volvemos atrás,
volvemos donde pertenecemos

(24/12/2020)

  • Tracklist
  1. Nuestros mejores deseos
  2. Niña en vela
  3. Pánico en las calles
  4. Amalola
  5. Oxígeno
  6. Murga
Ramper on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.