Trappist Afterland

Seaside Ghost Tales

2020 (Sunstone) | gnostic-folk, psichedelia,

Lasciate stare le disposizioni del governo italiano sull’uso della cannabis legale e la recente sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha sancito la libera circolazione del cannabidiolo. Non avete bisogno di nulla per alleggerire il peso della quotidianità e la fatica della consuetudine. E' arrivato il nuovo disco dei Trappist Afterland.

L’oscura ed enigmatica formazione australiana suggella un decennio di attività discografica con l’album più intenso, psichedelico e magico della propria carriera.
Adam Cole, Adam Casey, Anthony Cornish, Nicholas Albanis e Phil Coyle raggiungono l’Eden dell'acid-folk più inquieto e intimo. Ben dodici mesi per realizzare “Seaside Ghost Tales”, summa di un percorso che offre profumazioni bucoliche e visionarie alla Incredible String Band, epiche ballate degne dei Comus e arcane atmosfere alla Espers o alla Current 93, e che meriterebbe una più ampia risonanza.

Ultimo atto di una trilogia, il nono disco dei Trappist Afterland potrebbe essere anche l’ultimo, prima di un nuovo corso creativo del leader e autore Adam Geoffrey Cole. Denso e privo di cadute di tono, il doppio album cattura tutte le varie anime dell’ormai  decennale progetto: mellotron, harmonium, tanpura, mandolino, percussioni, tablas, hurdy gurdy, bells, dulcitar, lute, oud, dulcimer e altri strumenti più convenzionali creano un tappeto sonoro dai colori cangianti e delicati, uno scenario cosmic-folk dai tratti psichedelici i cui ingredienti, come gli elementi vitrei di un caleidoscopio, danno vita a immagini e suoni mai eguali eppure costantemente attraversati da un’identica vibrazione acid-dark-folk, finemente ipnotica.

Alcune composizioni sorreggono la lunga e discorsiva trama dell’album, prima dettando le regole con bucoliche decorazioni orientaleggianti (“Serpent's Isle”), poi scavando nelle pagine più oscure e sofferte della cultura weird-folk nel pregiato duetto con Lucy Roleff (“The Unquiet Grave”, unico brano tradizionale del disco), infine giocando con la leggiadria poetica della musica acustica (“Twelve Sparrows (In The Infancy Of God)”), senza timore alcuno di sfiorare il fascino discreto del folk-pop (“Travellers In The Mind Of God”).
In questa saga di antiche sonorità pagane, non mancano accenti spirituali e arcani, i cui benefici sono percepibili sia nel recitato disteso su ronzii drone-folk in “Calling Of The Quarters”, sia nelle estatiche melodie che sembrano rubate al diavolo mentre era distratto dall’avvenente fascino della morte (le splendide dark-ballad “Paperboat” e “Calvary Hill, Kiama”).

Non inganni il mood più soft e affabile di “Allegory Of Stars”, farcita di suoni di sitar e brezze psichedeliche che aprono scenari più rasserenanti e ariosi: sono infatti le stesse geometrie che con altre sceneggiature imprigionano l’ascoltatore nell’incognita del dubbio e della paura (“Last Trip To The Sun”).
La forte spiritualità di “Seaside Ghost Tales” è sottolineata dal frequente ricorso alla presenza divina, ed è questa la ragione che induce molti a definire lo stile dei Trappist Afterland come gnostic folk. La prevalenza di sonorità acustiche e un’attenzione a variegate sonorità e rituali aggiunge una valenza ecumenica a una musica dalle profumazione universali e mistiche: l’onirica “Sacred Geometry” e la melanconica preghiera conciliata dal suono dell’harmonium “The Man Who Bended Time” sono, in tal senso, esplicative di una propensione alla riflessione e alla meditazione più suggestiva e profonda.

Adam Geoffrey Cole sembra aver messo ogni elemento al posto giusto in questo nuovo, e forse definitivo, album. Le storie e i racconti familiari dell’ardente e breve melodia di “How Ricky Got His Wings”, l’ascetica purezza di “Death Becomes Gold” e la definitiva sublimazione di “God Is A Black Dog” sono solo alcuni degli episodi più coinvolgenti di una narrazione dai toni esoterici, psichedelici e gothic-folk fortemente ispirata e credibile, l’opera più competa e complessa nonché l’ascolto più entusiasmante per i Trappist Afterland. 

(18/12/2020)



  • Tracklist
  1. Serpent's Isle
  2. Calling Of The Quarters
  3. Paperboat
  4. The Unquiet Grave
  5. Death Becomes Gold
  6. Allegory Of Stars
  7. Golden Neighbourhood / Closing Of The Quarters
  8. Calvary Hill, Kiama
  9. Twelve Sparrows (In The Infancy Of God)
  10. The Man Who Bended Time
  11. Travellers In The Mind Of God
  12. Godbotherings (Part 4)
  13. How Ricky Got His Wings
  14. Last Trip To The Sun
  15. Sacred Geometry
  16. God Is A Black Dog
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