Witch 'n' Monk

Witch 'n' Monk

2020 (Tzadik) | avant-rock, latin experimental, world

Witch ’n’ Monk. La strega & il Monaco. Che poi sarebbero la soprano, chitarrista e violinista inglese Heidi Heidelberg e il flautista colombiano Mauricio Velasierra. Suonano una musica tutta basata sui contrasti di generi e di stili, nonché sulla voglia di spiazzare. Da un lato, l’anima latinoamericana, che porta in dote ritmi e visioni ancestrali, profumi, sapori ed echi di foreste labirintiche, che poi sono quelle di uomini profondamente legati alla terra e che dalla terra ricevono l'ispirazione per un Suono che è fatto di carne e di aria; dall’altro, quella (l’anima, s’intende) che è ancora indecisa se fare della propria vita un romanzo avant-rock oppure se mollare tutto e dedicarsi alla cura di una Voce che passa, senza soluzione di continuità, da accenti operistici a perlustrazioni di melodie inzuppate nel caramello della fantasia. La musica contenuta in queste otto tracce è insomma molto originale, e per il duo rappresenta un passo avanti rispetto a quanto proposto, quattro anni or sono, sull’esordio "We Are Peering Over", uscito a nome Bitch’n’Monk. 

Prodotto da John Zorn (che li ha accolti a braccia aperte sulla sua Tzadik), il disco apre alla grande con “Escarbando” (special guest, Nicolas Stocker alla batteria), un pout-pourri di funk brasileiro, frenesia pop e sogni d’avantgarde gioviale via Ambitious Lovers. Con Seb Rochford dietro le pelli, “Coal Mine” imbocca, invece, la strada di una no-wave fanciullesca: i ritmi tripudiano, le voci e l’elettronica giocano a rincorrersi, strutturandosi nella destrutturazione, prima che la coda squilibri, non sbrogli, la matassa. L’avant-rock tropicalista di “Self” ingloba, per qualche secondo, anche un beat technoide, ma è solo l’ennesimo indizio di un gusto cannibale che, in “Pagan’s Storm And The Sea Ballad”, spingerà questa materia volutamente informe a specchiarsi nel folk, salvo poi abbandonarla tra le nebbie di una brughiera popolata di fantasmi che affidano alla voce le proprie sensazioni, mentre strimpellano uno charango o sbuffano dentro legnetti pazientemente lavorati. 

Il tango in 13/8 di “The Cage” (guidato dalle bacchette di Gidon Carmel) è invece una roba che sarebbe piaciuta ai Residents più sbarazzini, senza però scontentare i Rip, Rig & Panic. E se lungo i solchi di “The Gathering” si risale alle magiche alchimie di danze millenarie e in “Outchant” anche le voci giocano a rimpiattino con i ritmi, “Gualchován” viene scorrazzata da una saltellante drumbox verso l’ultima evocazione di un universo parallelo in cui la voce della Heidelberg e il flauto di Velasierra condividono la stessa, misteriosa essenza.

(09/06/2020)

  • Tracklist
  1. Escarbando
  2. Coal Mine
  3. Self
  4. Pagan's Storm and the Sea Ballad
  5. The Cage
  6. The Gathering
  7. Outchant
  8. Gualchován
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