CousteauX

Stray Gods

2021 (Silent X) | chamber pop

In quel locale retrò e accogliente chiamato Cousteaux, la musica non cambia mai. Le luci sono basse, i posti sono ben distanziati e tutti occupati, con i bicchieri poggiati mezzi vuoti sulla superficie di legno. Il suono arriva caldo e diretto, la serata è sempre gradevole. Anche a questo giro, anche per "Stray Gods".
Tornati nel 2017 con l'aggiunta di una X, Liam McKahey e Davey Ray Moor avevano richiamato l'attenzione della stampa e degli ascoltatori sparsi per il globo con lo splendido "Cousteaux". Una X muta, usata per segnare i dieci anni di silenzio: la formazione si era sciolta ufficialmente nel 2006, dopo "Sirena" (2002) e "Nova Scotia" del 2005, quest'ultimo registrato senza l'apporto di Moor. Poi il ritorno dal vivo nel 2016 e l'inizio della nuova fase di carriera.

I brani di "Stray Gods" sono stati composti tra Inghilterra e Australia (paesi dove risiede Moor) a breve distanza dal comeback. Dominano la dolce malinconia e quel tocco dolente che impregna la voce di McKahey, incallito crooner scavato da mille storie, e ogni strumento "gestito" da Davey Ray Moor, dai fiati al pianoforte, passando per gli arrangiamenti orchestrali. La qualità complessiva del lavoro si attesta sui loro soliti livelli, fornendo l'ennesima prova di gran classe che meriterebbe molta più visibilità.

La sequenza di "darkly romantic torch songs" - citando dalla bio presente nel sito web ufficiale - è inaugurata dalla doppietta di "Cheap Perfume" e della torva "Love The Sinner". Il cuore dell'album si chiama "When The Bloom Has Left The Rose", pregevole brano trascinato dalla performance vocale di McKahey, anticipata dalla strumentale "Bloom Overture". L'annesso videoclip, diretto dal regista australiano Brendan Young, ha fatto incetta di premi.
Parliamo ora delle cover: "Karen Don't Be Sad" di Miley Cirus (da "Miley Cyrus And Her Dead Petz") e "So Long, Marianne" di Leonard Cohen. Se quest'ultima rientra nei riferimenti imprescindibili del duo e la versione non aggiunge molto al classico del Maestro, la scelta più spiazzante si rivela ben più riuscita. Davey Ray Moor ha dichiarato di aver apprezzato la versione dal vivo presentata al Saturday Night Live, con la Cyrus circondata dai Flaming Lips: il risultato, tra i cori femminili e i fiati, si amalgama perfettamente all'atmosfera di "Stray Gods".

Intanto, una tempesta elettrica si abbatte su Berlino ("Electrical Storms In Berlin") e "Hush Money" ci mostra il volto più rock del duo. Su "In The Meantime" le luci si abbassano fino a spegnarsi nel locale chiamato Cousteaux. Ad ascolto finito, tutti i presenti applaudono.

(20/09/2021)

  • Tracklist
  1. Cheap Perfume
  2. Love the Sinner
  3. Karen Don't Be Sad
  4. Yesterday Eyes
  5. Bloom Overture
  6. When the Bloom Has Left the Rose
  7. So Long, Marianne
  8. Praying for Rain
  9. This Thing Won't Fly
  10. Hush Money
  11. Electrical Storms in Berlin
  12. In the Meantime


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