Dawn Richard

Second Line: An Electro Revival

2021 (Merge) | electro revival

New Orleans e il suo melting pot di suoni, cucina e culture, i misticismi del voodoo, l'arte creola, secoli di tensioni razziali nel profondo Sud americano, le paludi del Delta e un famoso carnevale che trascina tutti in strada. E poi la memoria dell'uragano Katrina, solo l'ultima di una serie di catastrofi abbattutesi su una popolazione ormai abituata ad arrangiarsi e ripartire da zero. Sarà anche per questo che Dawn Richard s'è costruita una carriera a dir poco strana, capace di saltare da un reality show con Puff Daddy a inediti avanguardismi indipendenti e colorite espressioni folkloristiche - ma le va dato atto che, oltre alle piroette discografiche, il suono che produce ormai è solo e soltanto suo.
"Second Line: An Electro Revival" affonda il coltello direttamente nelle viscere, impiegando stralci di pensieri raccontati dalla madre per guardare tanto alla propria comunità quanto all'intimità delle sue personali vicissitudini di donna. Musicalmente, il lavoro può essere visto come una fusione tra le trame progressive di "Redemption" e il ritorno a casa del più recente "New Breed", ma in verità ancora una volta la slanciata Dawn mette a segno un lavoro che guarda oltre gli steccati di genere.
 
L'idea di electro revival che le frulla in testa è particolare, ma efficace; brani quali "Bussifame" e "Boomerang" sono semplicemente irresistibili, tra sfrigolanti partiture house, slanci futuristici e reiterazioni melodiche - anche sommerso da filtri, il suo timbro vocale è immediatamente riconoscibile tramite malleabili inflessioni r&b dal tocco vagamente metallico. Se "King Creole (Intro)" e "Nostalgia" aprono il disco su percussività future-roots e bassi palleggianti, la doppietta "Pressure" e "Jacuzzi" dispensa senza alcun pudore una sensualità a fior di pelle, mettendo in chiaro come anche l'impianto più cibernetico provenga comunque da una carnalità tutta terrena.

Altrove, il disco allenta il ritmo ma senza mai smorzare la tensione; "Le petit morte (a lude)" trasforma il "Chiar di Luna" di Beethoven in un breve melodramma romantico (il piano è suonato dal padre Frank, un tempo membro della jam band anni 70 Milk Chocolate). Di controparte, "Radio Free" viene percossa da sculture synth su base trap, mentre Dawn offre un'inedita panoramica sulla sua esperienza nell'industria discografica. Fa specie la splendida "Perfect Storm", con le sue striature di archi su pulviscolo digitale folktronico e un'intepretazione vocale di prim'ordine, salvo poi mutare dal quarto minuto in una sorta di accorata preghiera jungle.
 
Tra intermezzi, stralci parlati e canzoni in più movimenti come "Mornin | Streetlight" e "SELFish (Outro)", "Second Line: An Electro Revival" è un disco composito che tende ad arraffare tutto quel che c'è a disposizione. Le sue ballabili trame elettroniche saranno poco usuali per un concept, così come l'immagine da forbita ballerina, notevole indossatrice e trascinante mattatrice da palcoscenico possono dare l'impressione che Dawn Richard sia più popstar che non autrice e produttrice. Invece la costante dietro a tutto è sempre lei, talentuosa su più fronti e mai in secondo piano quando si tratta della propria arte.
Il suo atterraggio su Merge, adesso, è anche il primo segnale in oltre un decennio di riavvicinamento verso una distribuzione più robusta e che si spera possa ampliarne gli orizzonti di pubblico. Certo, dal punto di vista prettamente artistico Dawn rimane più libera che mai. Un outsider di lusso? Probabile, ma non ci stancheremo mai di dirlo: questa donna merita un seguito ben più grande di quanto non abbia raccolto in tutti questi anni.

(07/05/2021)

  • Tracklist
  1. King Creole (Intro)
  2. Nostalgia
  3. Boomerang
  4. Bussifame
  5. Pressure
  6. Pilot (a lude)
  7. Jacuzzi
  8. FiveOhFour (a lude)
  9. Voodoo (Intermission)
  10. Mornin | Streetlights
  11. Le petit morte (a lude)
  12. Radio Free
  13. The Potter
  14. Perfect Storm
  15. Voodoo (Outermission)
  16. SELFish (Outro)


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