L’insofferenza di buona parte della scena indipendente americana nei confronti dell’amministrazione Trump è cosa più che nota. Si pensi ad esempio a “Death Song” dei Black Angels, un album che si poneva in totale polemica nei confronti del tycoon e delle sue discutibili scelte politiche.
La vittoria di Joe Biden deve essere stata accolta come una sorta di liberazione, e il primo segnale in tal senso ce lo offrono i Death Cab For Cutie che, per non essere proprio fraintesi, hanno accolto l’esito delle urne dedicando un estemporaneo Ep di cover allo stato – la Georgia – che tramite il ballottaggio ha sancito in modo inequivocabile e definitivo la vittoria democratica.
La scelta di Ben Gibbard e soci si è orientata su gruppi perlopiù provenienti proprio dalla Georgia – gli unici apparentemente “estranei” sembrano essere i Neutral Milk Hotel, originari della Louisiana, di cui la band di Seattle reinterpreta “The King Of Carrot Flowers Pt. One” senza fornire sostanziali novità rispetto all’originale. Le versioni migliori sono infatti quelle di “Waterfalls” delle TLC e di “Fall On Me” degli Rem, in particolare la prima che viene opportunamente tradotta nel linguaggio dell’indie-rock americano, smussandone gli angoli ed esaltandone le linee melodiche. Discreta è la versione di “Flirted With You All My Life” di Vic Chesnutt, abbastanza zoppicante invece appare l’interpretazione di “Metal Heart” di Cat Power.
L’operazione nel complesso si può comunque dire riuscita, anche per i brevissimi tempi con cui è stata confezionata. Nell’attesa di dispacci più corposi da parte dei Death Cab For Cutie, questo Ep – il secondo, dopo quello del 2019 – non è altro che un canto di vittoria e, se volete, anche l’ennesima conferma della classe di Gibbard e soci nel costruire – in questo caso riarrangiare – canzoni.
01/02/2021
Una delicata opera in chiaroscuro dopo il successo di "Plans"
Alan Moulder affianca la band di Seattle nel suo lavoro più commerciale
Ben Gibbard e soci tornano in pista dopo il mezzo passo falso di “Codes And Keys”
Il grande affresco sulla perdita dell'innocenza firmato Gibbard-Walla, monumento dell'indie-rock degli anni Zero
Il rassicurante ritorno di Ben Gibbard, sospeso tra vecchie e nuove forme-canzoni
Cinque brani inediti per continuare a giocare con il lato più emozionale dell'indie-rock
Il ritorno post-pandemico degli americani è più elettronico e meno elettrizzante
La band irlandese in cerca di un suo spazio fuori dalla gabbia del post-punk
La storica band ceca torna con un nono album denso di atmosfere metafisiche
Avventure cosmiche in lo-fi per il progetto retro-future della talentuosa producer californiana Maryam Qudus
Il ritorno al dancefloor con un album in stile dj set per la regina del pop
Un lavoro luminoso, nobilitato dalle presenze di Paul McCartney, Robert Smith, Stevie Winwood, Benmont Tench, Bruno Mars e Chad Smith
Il musicista di Detroit ritorna alle radici rock-blues
Un'immersione nel soul anni 60 in chiave amabilmente retrò
Un laboratorio di violenza sonora dove hardcore, industrial, nu-metal e hip-hop si fondono