Emeka Ogboh

Beyond The Yellow Haze

2021 (A-Ton) | ambient-dub, field-recordings

Everydaywehustlin. Ogni giorno fatichiamo, ci affrettiamo, tiriamo avanti il bagaglio della nostra vita, in contesti caotici, tirando al massimo qualche respiro, una breve battuta prima di riprendere il proprio cammino, tra strepiti, grane, interessi non sempre concordanti. Lo sa bene chi si trova a vivere a Lagos, città che sta attualmente godendo di una strabiliante espansione urbanistica, e che nel suo frenetico contesto cittadino trasforma, distrugge e rielabora tradizioni più o meno ataviche alla luce di una modernità che tutto divora e niente risparmia. Sound-artist da anni impegnato nel raccontare la vita della megalopoli nigeriana attraverso installazioni e registrazioni che hanno effettuato il giro del mondo, con “Beyond The Yellow Haze” Emeka Ogboh fornisce alle sue intense prospettive sonore un filtro ritmico dall'immersivo carattere dub, con cui dotare la mirabile cacofonia urbana di un'inedità riflessività, un'impalcatura che ne accresca e ne riassuma al tempo le attitudini nascoste. In questo peculiare approccio alla musica, l'umanità si rivela più maestosa che mai.

Composto per la A-Ton, l'etichetta sperimentale di casa al Berghain, che nel 2020 ha ospitato un'installazione di Ogboh, l'album si caratterizza per quattro pezzi lunghi (tutti oltre i sette minuti) e una breve conclusione, in un progressivo crescendo di pathos che si materializza dalle curiose strutture ritmiche. Quattro facciate di dodici pollici, che insieme costruiscono un affresco di grande vitalità metropolitana, che si prende tutto il suo tempo, si lascia osservare da dietro i finestrini di un danfo, prima che le nuove strade li rendano inagibili. Schiamazzi, dialoghi, clacson, una diffusa agitazione: la vita scorre col fare di un musical d'avanguardia, segnata da scansioni mai troppo concitate, ma che forniscono un supporto sempre pregnante alle immagini illustrate.

Lunghe strade raccolgono la più profonda inquietudine, con un minimalismo timbrico capace di farsi corale (“Lekki Aiah Freeway”, quasi un Forest Swords incantato dal traffico), prima che il tocco di “Danfo Mellow” ci immerga nel vivo dell'azione, tra fitte conversazioni e gli stop'n'go dub che si trasformano in cristallo puro. Laddove la già menzionata “Everydaywehustlin” accelera le propulsioni (si arriva quasi in territori footwork) e intensifica le manipolazioni vocali, situandosi nel bel mezzo di un movimentato parterre umano, “Palm Groove” si scioglie in una mesta pensosità sintetica, pura malinconia ambient-dub che lo sfocato loop vocale accoglie come la memoria lontana di un annunciatore. Alla fine, basta la pioggia perché il caos finisca col dissiparsi così come si era formato.

Nel dare pienezza musicale alla sua visione concettuale, Emeka Ogboh dota di nuovi strumenti i suoi affollati spaccati metropolitani, dipingendo una Lagos ben più cupa e imprevedibile di quanto potrebbe risultare. Così specifica e così universale, la città dipinta dall'artista non potrebbe essere più viva.

(07/06/2021)

  • Tracklist
  1. Lekki Aiah Freeway
  2. Danfo Mellow
  3. Everydaywehustlin
  4. Palm Groove
  5. Outro
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