Owen Kennedy

Bollox Blues

2021 (Autoproduzione) | songwriter

Se cercherete sul web qualcosa riguardo questo misterioso artista che in soli 3 anni ha pubblicato la bellezza di 5 album non troverete molto. Sui social non esiste una pagina dedicata alla sua musica, e su YouTube, digitando Owen Kennedy, oltre ad alcuni streaming dei suoi dischi, troverete principalmente i video di un giovane violinista del Maine che non dà proprio l’idea di poter essere un cantore di oscure ballate folk; ma mai dire mai, dopo tutto avete mai visto i due Owen Kennedy nella stessa stanza?
Chi vi scrive ha scoperto questo artista su consiglio di una delle band più in voga del momento, vale a dire i Black Country, New Road, che hanno espresso parole di ammirazione per questo cantautore durante la cerimonia di premiazione del Mercury Prize 2021, ma se guardate la pagina Spotify di Owen potrete notare che appare in una playlist condivisa niente poco di meno che da un’altra delle band più importanti degli ultimi anni, gli Idles. Ad ogni modo la sua pagina Bandcamp riporta come ubicazione Cambridge ma niente di più. Insomma, gli endorsement sono pochi (ma buoni), le notizie ancor meno e per scoprire meglio questo artista dovremo, per il momento, lasciar parlare la cosa più importante, la sua musica.

“Bollox Blues” è un album che riprende le tinte calde, sfumate e scure della sua copertina, sulla quale appaiono due dita che sembrano voler comunicare che “è tutto ok” ma che ascoltando le prime note di “I Quit My Barista Job” possono essere viste come le dita di qualcuno profondamente conscio delle asperità della vita tanto quanto della sua bellezza.
La poetica di “Bollox Blues” sembra riprendere quella di grandi cantori come Mark Kozelek e Jason Molina, raccontando le difficoltà e le meraviglie dell’esistenza in modo diretto e profondo. Le coordinate musicali su cui si muove Kennedy sono quelle di un folk semplice, mesto, crepuscolare e forse vagamente rassegnato ma non scoraggiato, che si affida a leggeri arpeggi di chitarra, qualche rintocco di piano e alla voce calda e profonda di Owen per narrarci storie quotidiane e personali.

L’album scorre velocemente ma penetra nel profondo dell’animo alternando brevi ballate noir (“Many Ways”, “The Beach” e “Twelfth Place” tra le migliori, oltre alla già menzionata opener) a pezzi strumentali nei quali appare anche qualche manipolazione sonora che rende il tutto più interessante, come nel caso di “Bowling” o “End Of Side One”; effetti che talvolta arrivano anche a impreziosire i brani cantati, come nel caso della dolce “Messenger”, in cui quello che potrebbe dare l’idea di essere un theremin fa vibrare lo spirito e il ritmo cadenzato della seconda parte del pezzo.

Insomma, se c’è qualcosa che ci insegna questo disco è che semplicità e sincerità sono ancora valori fondamentali nella vita e nella musica e questo sfuggente cantore sembra personificarli in pieno. Dopo tutto non c’è bisogno di sapere chi c’è dietro così belle melodie, lasciatevi rapire.

(30/10/2021)

  • Tracklist
  1. I Quit My Barista Job
  2. Many Ways
  3. If I Could
  4. Hold My Hand
  5. I Loved You All the Time
  6. End of Side One (Instrumental)
  7. The Beach
  8. Bowling
  9. Messenger
  10. Twelfth Place
  11. Thanks for the Memories
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