Parannoul

To See The Next Part Of The Dream

2021 (Autoprodotto) | shoegaze, lo-fi indie rock, bedroom-pop

Ascoltando per la prima volta questo disco ho immediatamente pensato: “Cosa c’è sotto?” Ma sotto cosa? Sotto all’alias Parannoul (파란노을), misterioso fenomeno proveniente dalla Corea del Sud per cui si sono smosse le principali testate musicali a suon di elogi? O sotto agli strati di sognanti feedback che rivestono quasi totalmente le canzoni di questo giovane artista?
Beh, nessuna delle due opzioni, per quanto si tratti di interrogativi tanto interessanti quanto legittimi e intrinsecamente legati anche al mio.
La domanda che mi sono posto riguardava la copertina di questo “To See The Next Part Of The Dream”. Che cosa si trova al di sotto di quella piccola ciminiera che si staglia su un cielo dal blu estremamente intenso e da cui fuoriesce un fumo che sembra fatto della stessa sostanza delle nuvole?
Avrei potuto controllare da dove fosse estratta l’immagine (dal film giapponese “All About Lily Chou Chou”, ha dichiarato Parannoul), invece ho preferito fantasticare, poiché mi sembra che nelle possibili risposte a questo quesito (e quindi nel quesito stesso) risieda l’essenza stessa del disco; che collega la sconosciuta identità dell’autore, il poetico titolo del lavoro, le trasognate atmosfere dei pezzi ma anche tutti i dubbi che nascono inevitabilmente dalla sovraesposizone mediatica e dalla pioggia di plausi cui questo album è stato sottoposto.

La prima risposta che mi è saltata alla mente, probabilmente per un'erronea e indebita associazione culturale guidata dall’eurocentrismo insito nei meandri più reconditi del mio essere, è che sotto a quella grigia fumaiola si celasse il “Castello Errante di Howl”, la fortezza-creatura ideata dal genio di Miyazaki che si muove dinoccolatamente sbuffando e cigolando ma che al suo interno rivela magiche ed esuberanti meraviglie di ogni sorta.
In fin dei conti potrebbe anche essere, ascoltando i deliziosi rintocchi di piano che rimbalzano sul pesante muro di suono chitarristico dell’opener “Beautiful World”, canzone che sembra scritta per vagare e riempire di magia infinite lande desolate rendendole nuovamente rigogliose e vitali come fosse uscita da “Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts”.

Ma in effetti, spingendosi meno in là con la fantasia, potrebbe trattarsi anche di un semplice treno che corre a tutta velocità cercando di fuggire dalla conturbante metropoli di Seul. Altra ipotesi da non scartare, poiché spiegherebbe le corse frenetiche e liberatorie di “Youth Rebellion”, sicuramente il pezzo più da instant classic del lotto, ma anche le sferragliate del breakdown di stampo metalcore di “Excuse” o il lungo viaggio alla “Sweet Trip” di “White Ceiling”, che parte monotona e insipida, ancora offuscata dai gas urbani, per poi dimostrarsi intrigante nell’epico finale, ricco di voci nuove ancora da scoprire e grida di sfogo.
A ben vedere, restando in un paradigma di ricerca d’indipendenza, quel fumo potrebbe anche rappresentare le emissioni e gli scarichi di un’opprimente fabbrica, con i piccoli uccelli bianchi che lo sorvolano a simboleggiare la libertà tanto desiderata e trasmessa nelle ventate shoegaze di “Chicken” (spoiler: questa è l’interpretazione dello stesso Parannoul, ma dal momento che ha presentato il disco al mondo, io posso farmici tutti i film che desidero).

Queste sembrerebbero buone risposte, ma poi, continuando a riflettere, mi sono detto: “Ma se fin dall’inizio mi fossi sbagliato? Se quella più che una ciminiera fosse un comignolo?”. Un comignolo ben strano, certo, ma lo stile cartoonesco del disegno potrebbe averlo reso caricaturale, un oggetto solitamente tozzo e ben saldo sopra i nostri tetti che diventa slanciato e sembra in balia del vento come le canzoni dell’enigmatico sud coreano.
E allora forse sotto a questo pittoresco caminetto si trova una casa, e collegata direttamente ad esso ci dev’essere la stanza dove Parannoul, tutto solo (almeno a quanto si sa), realizza un po’ alla volta i suoi desideri, e nel mentre sogna di vedere i suoi sogni futuri.
Da giovane uomo qual è, li immagina aggrovigliati come in “Age Of Fluctuation”, la più progressive del lavoro, o colorati come la fantasia ad occhi aperti della title track, dove il palazzo sonoro del Nostro affonda inusualmente le sue basi su arpeggi acustici e sample vocali, per poi slanciarsi attraverso synth sibilanti verso un empireo colmo di riverberi.
La cameretta delle meraviglie dev’essere però sul punto di esplodere, dato che con “Analog Sentimentalism” Parannoul prova a infilarci addirittura le urla di uno stadio gremito. Ma forse per questo è ancora presto e infatti il pezzo si disperde stavolta in un eccesso di tessiture soniche soffocanti.

C’è un’ultima ipotesi che mi è balenata per la mente, e dopo lo scetticismo che io stesso le riservavo, forse ora è quella cui do maggior credito. E se sotto questa insolita canna fumaria non ci fosse nulla? O, meglio ancora, ci fosse solo il giovane Parannoul? Un ragazzo che tutto questo successo, queste attenzioni, non se le aspettava minimamente, tanto da arrivare a pensare che il suo disco sia stato eccessivamente incensato e che proprio per questo, forse, sarebbe stato il caso di smettere con la musica?
Uno sconosciuto che con il suo primo Lp non aveva attirato particolari attenzioni, tanto da provocare risentimento tra alcuni addetti ai lavori dopo l’exploit partito da RateYourMusic e Reddit di questo sophomore, considerato un progetto poco più che amatoriale.

È vero, forse un eccesso di indole lo-fi è presente in “To See The Next Part Of The Day”, forse qualche pezzo non è completamente a fuoco, ma questo probabilmente perché Parannoul sogna in grande e di certo non gli si può negare di saper emozionare in più di un episodio, che sia semplice e genuinamente acustico come “Extra Story” o una delle sue cavalcate verso l’ignoto come “I Can Feel My Heart Touching You”.
Insomma, per giudicare la carriera a venire del musicista di Seul ci sarà tempo. Per adesso lasciamolo immaginare senza freni e facciamolo insieme a lui con questo disco, che forse non sarà il capolavoro che qualcuno ha dipinto ma magari lo diventerà e nel mentre ci trascina verso immensi cieli azzurri e fumi di pensieri che sembrano nuvole, che sono sogni.

(20/12/2021)

  • Tracklist
  1. Beautiful World
  2. Excuse
  3. Analog Sentimentalism
  4. White Ceiling
  5. To See The Next Part Of The Dream
  6. Age Of Fluctuation
  7. Youth Rebellion
  8. Extra Story
  9. Chicken
  10. I Can Feel My Heart Touching You


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