Psychedelic Porn Crumpets

SHYGA! The Sunlight Mound

2021 (What Reality?) | psych-rock, heavy-psych

Quarto album per la band psych-rock australiana che con l’intrigante, quanto oscuro, titolo “SHYGA! The Sunlight Mound” torna in scena dopo l’altalenante “And Now For The Whatchamacallit” edito nel 2019. Gli Psychedelic Porn Crumpets hanno da sempre canalizzato la propria acida e personale fusione sonora accodandosi al filone guidato dai connazionali Tame Impala e King Gizzard & The Lizard Wizard. Il nuovo album si struttura, infatti, su indiavolate cavalcate di chitarre distorte e riverberate, corroborate da martellanti percussioni, talvolta intrecciate con inserti che passano dal garage-rock alla commistione tra minimalismo e musica etnica tipica del post-progressive.

Il frontman e compositore principale dei P.P.C., Jack McEwan, ha utilizzato il periodo di lockdown per sviluppare una nuova serie di idee e concentrarle su singolari contaminazioni influenzate dai capostipiti dell’era psichedelica e, per la prima volta, da eccentrici fraseggi che si posizionano in un immaginario segmento posto tra psych, stoner, hard-rock 70 e il grunge di Seattle. Il disco, nel suo insieme, trasmette uno stato d'animo energico e coeso, trovando in "Tripolasaur" uno dei momenti culminanti. I riff vertiginosi del chitarrista Lance Parish e la pulsante batteria di Danny Caddy sostengono il resto della band, che esplode in una variopinta euforia lisergica.

Un rabbioso e palpabile senso di avventura attraversa il ritmo assatanato di "Sawtooth Monkfish", mentre le ricolme distorsioni di "Tally-Ho!" si adatterebbero perfettamente alle odierne proposte di Flaming Lips e Claypool Lennon Delirium. Bip di arcaici videogame e pompanti linee di basso si scatenano nell'eccellente "Mr. Prism”, prima che “The Terrors” continui a fiorire su simili ed eccitati livelli, in attesa del finale traboccante di colori e suoni.
La coppia "Hats Off To The Green Bin" e "Glitter Bug" gocciola di pop-rock aromatizzato dalla Lonely Hearts Club Band, esaltando le note guizzate dalle chitarre poste all’interno di una velata istantanea melodica.

"Pukebox" è dotata di un ballabile groove, mentre "Mundungus" esibisce perfette e roventi sequenze di chitarra mostrate dal dotto Parish. Le galoppate folleggianti di "Mango Terrarium" e "The Tale Of Gurney Gridman" sono caleidoscopici viaggi che sfrecciano con febbrili accelerazioni, alla lunga forse un po' troppo ripetitive. “SHYGA! The Sunlight Mound“ segna invece un’evidente crescita per la band di Perth, abile ad agghindare, con rischiosi e inusuali adattamenti, schemi di chiara derivazione psichedelica: una deviazione ben congegnata per il miglior album finora prodotto dal pittoresco gruppo aussie.

(11/02/2021)

  • Tracklist
  1. Big Dijon
  2. Tally-Ho
  3. Sawtooth Monkfish
  4. Tripolasaur
  5. Mr Prism
  6. The Terrors
  7. Hats Off To The Green Bins
  8. Glitter Bug
  9. More Glitter
  10. Pukebox
  11. Mundungus
  12. Mango Terrarium
  13. Round The Corner
  14. The Tale Of Gurney Gridman




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