Senzabenza

Peryzoma (reissue)

2021 (Hey Suburbia) | flower-punk

Ci sono voluti gli apprezzati recenti “Pop From Hell” e “Godzilla Kiss!” per riaccendere l’attenzione sul catalogo dei Senzabenza. Se ne deve essere accorta più di qualche label, ma la più lesta è stata la Hey Suburbia, che rende finalmente disponibile l’album d’esordio della formazione di Latina, seppur con una tiratura (per ora) limitata a sole 500 copie. Edizione rimasterizzata per collezionisti, in vinile rosa, con le due bonus track “Let Tears Go By” e “I Wanna Marry Mary Jane”, più un poster incluso nella confezione. Originariamente pubblicato nel 1992 su McGuffin, già oggetto di una reissue nel 1999 (ad opera della Teenage Lobotomy Records, con tracklist espansa a 23 tracce, incluse altre incisioni provenienti dalle medesime session di registrazione), “Peryzoma” è uno dei dischi più rappresentativi dei Senzabenza, da tempo introvabile, se non grazie a certosine ricerche sul web.

“Peryzoma” seguiva due Ep autoprodotti, ma fu il lavoro che per primo sublimò una micidiale centrifuga che partiva dalle armonie pop tardo sixties per andare a parare dalle parti di Ramones e Hard Ons. Sepolte sotto tonnellate di elettricità, ed esaltate da una sezione ritmica indomabile, si possono scorgere nitide le melodie di evidente matrice beatlesiana (“When You’re Sad”) e i determinanti risvolti psichedelici nelle linee cantate (“Tears Have Gone Now”), ingredienti che diverranno caratterizzanti della pasta sonora elaborata dai Senzabenza. Un susseguirsi di colpi di scena che vanno dal folle proto-metal integrato con intermezzi grunge in “Suck This” alle atmosfere simil sabbathiane smorzate dall’apparato melodico in “These Tears May Belong To Your Eyes”, dai continui cambi di regime di “Flowers In Her Hair” al beat cantato in italiano di “Non sperarlo più", fino alla personale rivisitazione del classico dei Rolling Stones “As Tears Go By”.

Impossibile ricondurre un disco simile a un contesto stilistico univoco. I Senzabenza lo auto-definiranno flower-punk, inventandosi dal nulla una precisa nicchia di riferimento. Un punk colorato senza spille da balia, in grado di unire la leggerezza del pop all’energia delle chitarre e a certe derive lisergiche tipicamente psych che contribuirono a fondere il sole della California all’immaginario da “London 1977”, senza alcuna pretesa di imporre una lettura impegnata dei propri testi. L’anno successivo sarebbe seguito “Gigius”, l’album che avrebbe contribuito ulteriormente a trasformare Ferdinando “Nando” Ferdinandi, Giuseppe “Sebi” Filigi, Massimiliano “Max” Bergo e Fabio Furlan nella più grande punk-rock band italiana di sempre, con o senza bisogno del prefisso “flower”.

(16/03/2021)

  • Tracklist
  1. See The Light
  2. When You're Sad
  3. Hangin’ Around
  4. Inside A Car / Tears Have Gone Now
  5. I Wanna Pork
  6. Suck This / Wanna Marchi Acid Blues
  7. Let Tears Go By (bonus track)

 

  1. These Tears May Belong To Your Eyes
  2. Judy Was A Punk
  3. Your Gold Dress
  4. San Diego Bay
  5. Flowers In Her Hair
  6. Non sperarlo più
  7. What Can I Do?
  8. As Tears Go By
  9. I Wanna Marry Mary Jane (bonus track)
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