The Lounge Society

Silk For The Starving

2021 (Speedy Wunderground) | post-punk

L’esordio dei Lounge Society era inserito tra le uscite più attese di questo primo scorcio d’anno. La band britannica da circa un anno aveva iniziato a dosare l’uscita di singoli via via sempre più interessanti, accrescendo le aspettative per il primo passo ufficiale su lunga durata. “Silk For The Starving” è l'Ep di debutto del quartetto originario dello Yorkshire e più precisamente dalla fertile Calder Valley, la terra natia di recenti e brillanti realtà quali Working Men’s Club e Orielles.
Il più esuberante dei post-punk, costruito su iperattive rasoiate di chitarra, si mescola con groove dannatamente funky e strascichi vocali dall’occhio vitreo, i suoni attraversati dalle adrenaliniche ondate giovanili che hanno alimentato sia il proto sia il post-punk citano come ineluttabili influenze i Velvet Underground, come i Talking Heads, gli Strokes e i Fat White Family, il perfetto corollario alla crudezza dei testi, coraggiosi e stesi con sorprendente abilità: un cocktail di edonismo ballabile e amare osservazioni sul mondo circostante.

A inizio 2020, il paranoico singolo  "Generation Game" aveva già fatto presagire come l’intento della formazione inglese fosse quello di modellare potenti narrazioni volte a illustrare una società in piena frammentazione, ma è con il follow-up  "Burn The Heather" che i Lounge Society virano verso un punk-funk beffardo sul quale disquisire di guerre culturali e dell'impatto dannoso provocato dalle divisioni di classe.
Il singolo più recente “Cain's Heresy” è la scossa definitiva, grazie alla propulsione di un'agile sezione ritmica, piena di mordente e disprezzo, scagliata con rabbia dal cantante Cameron Davey contro classi politiche negligenti e minacce di disinformazione. I complessi arrangiamenti del prog-punk di “Television” riportano esattamente alla memoria l’alienazione metropolitana forgiata dalla band newyorkese citata, non a caso, nel titolo del pezzo, frastagliandone i fraseggi con spiccato piglio garage, per giungere alla chiassosa “Valley Bottom Fever”, tipica riflessione di chi è cresciuto in zone desolate e con poche opportunità di crescita a disposizione.

Registrato con l’ausilio del produttore Dan Carey (Emiliana TorriniKate Tempest, Bat For Lashes, Fontaines D.C.), “Silk For The Starving” crepita di quell’energia nevrotica, tipica della fase adolescenziale, di chi ha patito la forzata negazione dei più semplici piaceri vitali e si sente derubato di una stagione preziosa che non gli potrà mai essere restituita.
Che sia chiaro, i Lounge Society non hanno inventato nulla, ma propongono, nel migliore dei modi, quello che hanno vissuto e conosciuto; un approccio autentico, infuriato, ma pronto a scorgere una speranza nel futuro, che per questi quattro giovanotti di Hebden Bridge si prospetta radioso.

(21/06/2021)

  • Tracklist
  1. Burn The Heather
  2. Television
  3. Cain's Heresy
  4. Valley Bottom Fever


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