Breathless

See Those Colours Fly

2022 (Tenor Vossa) | dream-pop, shoegaze, space rock

Breathless: senza respiro. In una sola parola è custodito l’universo parallelo di Dominic Appleton, Ari Neufeld, Gary Mundy e Tristram Latimer Sayer. Non esiste lemma più adatto, se non quello scelto per il nome della band per descrivere l’onirico e tormentato mix di psichedelia, shoegaze, darkwave e dream-pop con il quale il gruppo londinese ha conquistato negli anni 80, a dispetto dello scarso interesse suscitato in patria e nell’ancora più ostile America, un fedele seguito in Italia. Va da sé che i Breathless appartengono a quella titolata stirpe di musicisti graziati da ispirazione e coerenza, e tuttavia schivi e quasi intimoriti dalle esternazioni di stima e affetto dei fan; quegli stessi fan che avevano perso la speranza di un seguito all’ultimo progetto targato 2012, “Green To Blue”.

Lievitato e rifinito con cura, il nuovo album, “See Those Colours Fly” racchiude, nei suoi quarantacinque minuti, l’impegno compositivo più maturo e lirico della band, peraltro costretta a modificare i piani di lavoro, prima per la pandemia, poi in seguito al grave incidente accorso a Tristram Latimer Sayer, evento quest’ultimo che ha obbligato i musicisti all’utilizzo di una batteria elettronica in fase di composizione ed elaborazione.
Una perfezione estatica, impalpabile, eppur tangibile, marchia a fuoco “See Those Colours Fly”. I nove capitoli si susseguono come in un'immaginaria suite, tra richiami alla musica cosmica tedesca e ai primi Pink Floyd (“The City Never Sleeps”) o eleganti citazioni (“The Party's Not Over”) della stagione aurea della 4AD, etichetta discografica che ha tenuto a battesimo il supergruppo dei This Mortal Coil, del quale Dominic Appleton ha fatto parte.
Pur stilisticamente riconoscibile, il nuovo album degli inglesi non è un ritorno alle origini: le magmatiche ed esplorative jam session dark-shoegaze di “The Glass Bead Game" e "Three Times And Waving" hanno lasciato spazio alle più strutturate composizioni di “Between Happiness And Heartache”, nonché alla spiritualità del più recente “Green To Blue”.

Per il loro album più composito e lirico, i Breathless catturano le note che si nascondono nel silenzio. Un flusso costante di sonorità morbide e madide che sfiorano l’apoteosi armonica nella malinconica e struggente ballata dream-pop/shoegaze “Let Me Down Gently”. Qualche volta tornano a bussare alle porte del post-punk per dar vita a dilatate sequenze emotive stile Galaxie 500  (“Somewhere Out Of Reach”), sfiorando infine il labile confine tra materia e sogno nella conclusiva “I Watch You Sleep”, sette minuti e venti secondi da consegnare al mondo ultraterreno del dream-pop.
A tanta grazia fanno da contorno l’eterea pluridimensionalità di “Looking For The Words” e il tenue soffio psichedelico della romantica ed evocativa “My Heart And I”. In converso, il gruppo affida al fragore chitarristico di “So Far From Love”, e alla scossa ritmica dell’articolata “We Should Go Driving”, quell’urgenza e forza necessarie per tenere alta la tensione di un disco emozionante e deliziosamente malinconico.

(08/08/2022)

  • Tracklist
  1. Looking For The Words
  2. The Party's Not Over
  3. My Heart And I
  4. We Should Go Driving
  5. Let Me Down Gently
  6. The City Never Sleeps
  7. Somewhere Out Of Reach
  8. So Far From Love
  9. I Watch You Sleep
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