Hurray For The Riff Raff

Life On Earth

2022 (Nonesuch) | alt-rock, folk, latin-rock

Quel piccolo puntino blu che sfreccia (non proprio) indisturbato nell’Universo, i suoi abitanti, le loro intricate vite. Alynda Segarra se n’è sempre interessata e utilizza la sua musica come un mezzo per riflettere sulle contraddizioni della nostra società e per dare voce agli attivisti che cercano ogni giorno di ottenere equità e giustizia per le minoranze e gli emarginati.
Nell’ottimo disco precedente la cantante portoricana aveva utilizzato un alter ego fittizio, Navarra Milagros Negrón, per raccontare il nostro mondo da una prospettiva di una persona abituata a vivere nelle periferie che cerca di adattarsi a una cultura non inclusiva e poco attenta alle necessità degli ultimi. In “Life On Earth”, ottava fatica degli Hurray For The Riff Raff, Segarra si mostra senza intermediazioni, facendosi fotografare vestita come una novella Joe Strummer.

 

Le nuove canzoni, definite “nature punk” da lei stessa, ereditano lo spirito battagliero e rivoluzionario della band inglese ma lo innestano in una matrice folk-rock inondata costantemente da influenze esterne. L’elettronica appena accennata dai synth di “Pierced Arrows” irrompe con furore nella travolgente “Jupiter's Dance”. In “Precious Cargo”, la cantautrice di origine portoricana si cimenta addirittura nel rap.
Anche quando il registro si sposta su territori più consueti per la storia degli Hurray For The Riff Raff, come in “Pointed At Sun”, chitarre stridenti rivelano uno spirito più agguerrito. Ciò è ancora più evidente in “Rhododendron”, dove i ritmi incalzanti e rapidi segnalano un’effettiva vicinanza alla tradizione punk.

Il richiamo alla natura dichiarato nelle intenzioni è facilmente rintracciabile nei testi. Nella traccia introduttiva “Wolves”, i lupi si spingono fino alla porta di casa, nella title track irrompono i baluginii dei fulmini in lontananza a illuminare la notte, nella combattiva “Rhododendrum” immagini di fiori di campo si affiancano a quelle di ragazzi nudi e di barricate della polizia. Non si tratta di fantasie nostalgiche verso un’esistenza primigenia; è piuttosto la volontà di rappresentare le connessioni di tutto ciò che ci circonda: gli agglomerati urbani, le lotte civili, così come anche l’incommensurabile bellezza del nostro pianeta. La contrapposizione positivista fra uomo e natura è finalmente superata da una nuova visione che rivendica la necessità di preservare la diversità e incentivare la solidarietà.

 

Fondamentalmente, i temi ricorrenti sono analoghi a quelli di “The Navigator”: la protesta verso le politiche sociali americane e l’attenzione verso la difficile condizione degli immigrati. Ma la rabbia è adesso incanalata in una serena consapevolezza. In “Saga”, ispirata alla testimonianza di Christine Ford al Senato riguardo le molestie sessuali subite, si chiede solo che a prevalere sia la giustizia affinché le vecchie ferite vengano finalmente rimarginate.
In questo senso, “Life On Earth” appare un’opera positiva e piena di luce. L’inizio è cupo e terrificante con lupi feroci che incombono appena fuori dell’uscio. Segarra non lascia che le paure prendano il sopravvento e si inoltra in territori per lei inesplorati (musicalmente e nello stile di scrittura). La continua ricerca di strutture melodiche mitiga la rabbia legata alle istanze sociali di cui le sue canzoni si fanno portatrici. L’attenzione verso le problematiche ambientali dona un respiro più ampio alle sue battaglie e offre a chi condivide le sue idee una possibile direzione di crescita.

(13/01/2023)

  • Tracklist
  1. Wolves
  2. Pierced arrows
  3. Pointed at the sun
  4. Rhododendron
  5. Jupiter's dance
  6. Life on earth
  7. Nightqueen
  8. Precious cargo
  9. Rosemary tears
  10. Saga
  11. Kin






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