Ian Noe

River Fools & Mountain Saints

2022 (Thirty Tigers) | country

Già autore di un interessante esordio - “Between The Country” - Ian Noe continua nella rigenerazione della tradizione della musica degli Appalachi, ovvero di quel modello culturale che, filtrando influenze europee e africane, da oltre un secolo dona linfa vitale alla musica americana.
Il giovane musicista del Kentucky, al secondo appuntamento discografico, regala un affresco sonoro dai colori vividi, naturali e potenti. “River Fools & Mountain Saints” si candida senza molte remore o dubbi tra i migliori album country dell’anno. Il copione non è molto diverso da quello già elaborato da altri bravi outsider, poche preziose note semplici ma mai banali, una voce limpida appena turbata da una sincera malinconia e inquietudine, un intelligente e sapiente uso degli archi, e qualche rifinitura di mandolino, pedal steel e tastiere.
Con questi pochi elementi perfettamente dosati, Ian Noe si confronta con la vivacità del rock’n’roll in “Pine Grove (Madhouse)”, con le asprezze del blues nella splendida “Running Down The Prairie” – un brano che offre uno degli assolo chitarristici più travolgenti – e infine estrae dal cappello piccole perle rock-blues che rimandano ai tempi d’oro dei Creedence Clearwater Revival (“POW Blues”).

La percezione predominante è quella di trovarsi al cospetto di un album fuori dal tempo, non solo per i richiami a musicisti come John Prine o John Fogerty, ma soprattutto per la notevole qualità della scrittura. Pur volgendo lo sguardo al passato (“Lonesome As It Gets”), Noe evita accuratamente luoghi comuni e stereotipi di genere, spesso sfiorando lo status dei classici (“Ballad Of A Retired Man”, “Appalachia Haze”).
“River Fools & Mountain Saints” è uno scrigno ricco di preziose perle, in “River Fool” si rivive la magia dei Byrds di “Sweetheart Of The Rodeo”, la country-ballad  “Strip Job Blues 1984” offre la giusta centralità a mandolino e violino, alla poetica e disinvolta “Tom Barret” spetta invece il dovuto tributo a Bob Dylan, poco prima che Noe allunghi il passo nel presente con un paio di canzoni perfette per un progetto a quattro mani con Sturgill Simpson, seppur prive di un’aurea modernista (“Mountain Saint” e “One More Night”).

Quel che rende ancor più avvincente il nuovo album di Ian Noe è la percezione costante di essere partecipi di questo grande racconto musicale. Sembra di essere al cospetto del musicista quando egli accenna un accordo o quando prende nota di una frase prima che sfugga alla memoria. Una sensazione che nemmeno il finale con tanto d’archi (“Road May Flood/It's A Headache”) riesce a stemperare, regalando un ulteriore momento di pura poesia. “River Fools & Mountain Saints” è un album che non dimenticheremo tanto facilmente.

(19/09/2022)

  • Tracklist
  1. Pine Grove (Madhouse)
  2. River Fool
  3. Lonesome As It Gets
  4. Strip Job Blues 1984
  5. Tom Barret
  6. Ballad Of A Retired Man
  7. Mountain Saint
  8. One More Night
  9. POW Blues
  10. Running Down The Prairie
  11. Appalachia Haze
  12. Road May Flood/It's A Headache




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