OCH

P om P

2022 (Rocket Recordings) | psychedelic, kraut-rock

Il fascino per le band nordiche tiene vivo il fuoco in casa Rocket Recordings, dove da una decina d'anni si stanno producendo alcune delle migliori esperienze psichedeliche europee. L'etichetta britannica un paio di anni fa ha messo le mani sull'esordio del trio di Linköping OCH, composto da Lars Hoffsten, Martin Daun e Fredrik Ilmarson. Hoffsten e Daun fanno parte dei Flowers Must Die, band del roster di Rocket Recordings, a cui i due avevano affidato “II” degli OCH, che rompeva il silenzio dall'unico EP della band, pubblicato nel 2013, “ETT” (“uno”). Tenendo fede alla laconicità scandinava, anche “ Pö om Pö” (“poco per volta”) è eseguito con rigore teutonico: strumentali che creano possibili punti di incontro tra psichedelia anni '70, kraut ad altezza Popul Vuh, Guru Guru e Cluster e la sub-cultura americana delle ambient tapes DIY anni '00 (Sun Araw, Bitchin' Bajas, Magic Lantern). La parola d'ordine è dunque hypnagogia, riletta all'insegna della psichedelia chitarristica (“Bolid”, “Syzygy”) o dello space-rock più dilatato (“Silverstjärnan”, “Vadstena”) che assume i contorni di un motorik puntellato di synth (“Isfält”), straborda in lerciume proto-industrial (“Bråviken”), si abbandona al primitivismo post-apocalittico (“Impetus”), oppure mischia un po' tutto insieme (“Ochra”). Dotati di grande forza suggestiva, gli OCH sanno rileggere la tradizione psichedelica scandinava, aggiornandola alla contemporaneità: detriti e schegge di generi e stili differenti si riversano in un sound cupo e minimale, eppure denso di espressività e riferimenti. Dietro tanta glacialità, la musica degli OCH comunica più di quanto sembri.

(27/05/2022)

  • Tracklist
  1. Bolid
  2. Vadstena
  3. Syzygy
  4. Silverstjärnan
  5. Isfält
  6. Bråviken
  7. Impetus
  8. Ochra
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