Paul Draper

Cult Leader Tactics

2022 (Kscope) | alt-rock

Dopo aver affrontato un periodo non molto semplice a livello personale, l'ex-frontman dei Mansun Paul Draper torna in scena con "Cult Leader Tactics", il suo secondo album da solista, ideale seguito del meritevole "Spooky Action" pubblicato nel 2017. L’aguzza penna dell’artista di Liverpool offre un'analisi satirica sulle cosiddette istruzioni di auto-aiuto, escogitando, nello specifico, una particolare guida utile a raggiungere posizioni di vertice nella propria professione, nella vita e negli affari di cuore.
Nel copione di Draper questi fondamentali obiettivi sono ottenuti mediante strategie machiavelliche, sperimentate le quali si giunge laconicamente alla conclusione che l'unica vera soluzione di tutti i problemi è da ricercarsi nell'amore.
Paul, oltre a essere la voce solista, suona la maggior parte degli strumenti e per l’operato si avvale del fido produttore Paul “P-Dub” Walton, prevedendo, inoltre, alcuni featuring di assoluto prestigio quali Steven Wilson e Gamaliel “Gam” Rendle Traynor (Sweat).
I brani assumono sostanzialmente connotati che riportano più alle sonorità dei primi Mansun che alle variegate preferenze alt-rock dei suoi esordi da solista.

“Cult Leader Tactics” mostra agilità, ritmi serrati e sinceri, all’interno dei quali Paul confida esperienze personali, come ben comprovato nella title track posizionata come pezzo di apertura, che colpisce con le sue vigorose chitarre screziate da tenui sonorità provenienti delle colonne sonore di Ennio Morricone. Il brano è anche corredato da una graziosa appendice sinfonica (“In E-Flat Minor”).
C’è spazio per il pop-rock dall’appeal globale à-la Tears For Fears di "You've Got No Life Skills, Baby”, “Dirty Trix” e “U Killed My Fish”, per organiche rivisitazioni britpop (“Annie”) e per un’interessante fuga nella new wave depechemodiana di “Everybody Becomes A Problem Eventually".
L’immancabile citazione della pandemia è il fulcro di “Omega Man”, tra i passi migliori in scaletta, episodio costruito insieme all’amico Steven Wilson, dove isolamento e timore di perdere persone care, senza la possibilità di poter dar loro conforto, sono descritti in uno scenario d’impatto dalle inevitabili venature Porcupine Tree, accompagnato da un iconico videoclip girato a Pripyat, la città-fantasma di Chernobyl, emblema dell’abbandono più totale.
Nell’inno definitivo all’amore disegnato in “Lyin About Who U Sleep With", Draper dichiara ufficialmente quale sia l’unica guida da seguire senza indugio. Per rafforzare tale concetto l’artista inglese ha convinto 288 fan a registrare una porzione di testo poi agglomerata in un coro inserito nell’evocativa parte finale del pezzo.

“Cult Leader Tactics” esplora il peggio del comportamento umano, offrendo verdi germogli di speranza. Per incorniciare questi concetti, Draper richiama tutta l’eclettica gamma stilistica dei Mansun e del suo materiale solista, per relazionarla con l’odierno spirito dei tempi; una scelta sempre godibile e schematizzata su strutture stilistiche di pregevole livello, che fatica ancora a liberarsi da quella coperta di sicurezza sotto la quale si è da sempre fin troppo accovacciato, ma che i seguaci della prima ora vivranno come fidato rifugio.

(31/01/2022)

  • Tracklist
  1. Cult Leader Tactics
  2. Internationalle
  3. Dirty Trix
  4. Cult Leader Tactics In E-Flat Minor
  5. You've Got No Life Skills, Baby!
  6. U Killed My Fish
  7. Everyone Becomes A Problem Eventually
  8. Annie
  9. Talkin Behind My Back
  10. Omega Man feat. Steven Wilson
  11. Lyin Bout Who You Sleep With




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