Pluhm

Canzoni di buio e luce

2022 (Subexotic) | ambient

A due anni dalla sua nascita, il progetto Pluhm del musicista Lucio Leonardi è ormai giunto al suo terzo Lp, con una serie di ben cinque Ep. Tra questi ultimi “Ambiente e rovine Ep” aveva approfondito la tematica del rapporto uomo-ambiente, con riferimenti da cogliere in tutta la storia della musica elettronica ambientale, dagli anni 70 sino ai nostri giorni. “Canzoni di buio e luce” si propone come lavoro gemello, seppur tendenzialmente più minimal, e lo fa cambiando prospettiva. Dal rapporto dell’uomo con l’esterno si passa a un album rivolto all’interno, un ricordo della propria vita ormai andata, immaginata da un anziano negli ultimi giorni della propria esistenza: nelle intenzioni dell'autore un viaggio psicologico nella memoria che sta svanendo, prima che tutto sparisca nel nulla.

Vengono alla mente due grandi album prima di addentrarsi nell’ascolto di “Canzoni di buio e luce”. Restando in Italia va ricordata una delle perle della musica elettronica degli anni recenti, "Avanti" di Alessandro Cortini, straordinario viaggio nell’infanzia, colonna sonora dei video in Super8 tipici della generazione anni 70. Andando in Inghilterra, il progetto The Caretaker con tutta la sua discografia ma in particolare con “Everywhere At The End Of Time” ha portato ai massimi livelli la ricerca musicale sugli effetti della demenza e quindi sulla scomparsa della memoria nell’uomo.

Leonardi si aggira con circospezione nei meandri dei ricordi, in modo soffuso e delicato, con poche note di piano e basi di synth che fanno da colonna sonora a un percorso a ritroso che parte dalla morte (“Buio/Fine”) per andare indietro sino alla nascita (“Luce/Inizio”). In mezzo c’è una vita comune fatta di semplici ricordi (la vera essenza di un essere umano) descritti con le flebili note elettroniche di “1985”, con le rapide sequenze pianistiche di “A piedi nudi nell'adolescenza”, nei rari momenti solari, forse heckeriani, di “Sacrale, Memoria” e nelle riflessioni filosofiche sulla vita e la morte (“Il tutto e il nulla”). C’è molta introspezione ovunque, un tentativo di non invadere le riflessioni che possano nascere nella mente dell'ascoltatore.

L’apice si raggiunge in momenti poetici come “Dentro me c'è la pioggia” o in “Loro ci sono sempre stati”, forse il brano più toccante, con pochissime note dilatate che fanno da sfondo a una fine imminente e che sono l'ultimo momento di ricordo cosciente di tutto quella che la vita, ormai alla fine, è stata.

(17/05/2022)

  • Tracklist
  1. Buio/Fine
  2. Loro ci sono sempre stati
  3. Il tutto e il nulla
  4. Tempeste, schiarite
  5. Dentro me c'è la pioggia
  6. A piedi nudi nell'adolescenza
  7. Sacrale, memoria
  8. 1985
  9. Luce/Inizio
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