Swörn

Keshan

2022 (Dotto & I dischi del Minollo) | stoner, psych-rock

Ai tempi delle antiche divinità egizie così come a nostri, per l’umanità non c’è speranza. È questa la certezza che gli Swörn fanno tuonare con i riff magmatici e le slavine ritmiche di “Keshan”, capitolo numero due della loro discografia. Non il lento decadimento della civiltà, né le macerie lasciate dopo la fine, la potenza di fuoco della formazione torinese e il frastuono infernale scatenato dopo i terrificanti momenti di stasi incarnano il momento esatto in cui si consuma la caduta.
Stoner è certamente l’etichetta che meglio scheda l’impatto della proposta sonora del trio, ma c’è dell’altro. Ed è inevitabile dato il background dei musicisti dietro al progetto. Michele Sarda (chitarra e voce) viene dall’indie-rock, Mattia Pastorino (basso e voce) viene invece dal punk, mentre Ulisse Moretti (batteria e voce) dal desert rock.

 

Prima che l’opener “Tlaloc” faccia infuriare i suoi riff stoner, vede i suoi minacciosi arpeggi preparatori inseguire l’ombra psichedelica dei texani Black Angels, mentre la propulsione forsennata di “Stembec” incarna gli stilemi del primo space-rock. Inutile sottolineare quanto il cantato innodico rimandi invece all’hard-rock metallico dei tardi anni Ottanta americani.
Molto diretti, i brani che aprono il disco danno un’idea delle potenzialità degli Swörn, ma è quando i Nostri si cimentano nei brani più evolutivi e sfaccettati che vengono fuori tutto il talento e le potenzialità del gruppo. Come quando “Rabarama”, prima di riversarti addosso il suo fiume in piena stoner, ti affabula con le sue stratificazioni di vocals misteriosi, impegnati in un mantra mefistofelico, o quando “Black Manta Rising” costruisce un deserto della mente con i suoi riff circolari e ipnotici.

Per la prossima prova si richiede alla formazione un lavoro di personalizzazione ulteriore del sound, a quel punto, anche grazie al consueto lavoro su affascinanti concept archeo-futuristici, sarà impossibile non certificarli tra le migliori realtà heavy’n’psych del panorama nostrano.

(27/06/2022)

  • Tracklist
  1. Tlaloc 
  2. Seito Kara Kyōshi-e
  3. Stenbec 
  4. Rabarama 
  5. Black Manta Rising
  6. Heb-Sed
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