Tess Parks

And Those Who Were Seen Dancing

2022 (Fuzz Club) | psych-pop, shoegaze

Si chiude un cerchio per la talentuosa pupilla di Alan McGee.
A quasi dieci anni dall’esordio “Blood Hot”, Tess Parks riprende in mano il proprio destino, svincolandosi dall’ingombrante presenza di Anton Newcombe dei Brian Jonestown Massacre.
Un nuovo contratto, la sempre più solerte Fuzz Club e una solida progettualità restituiscono all’artista di Toronto un profilo più definito, che continua a oscillare tra psichedelia e vellutati toni shoegaze, ma privo in parte di eccessi o di toni esplicitamente derivativi.
Con il supporto di Rian O'Grady, Francesco Perini, Ruari Meehan e Mike Sutton, l’artista mette a fuoco il disco più ispirato e personale, consapevole delle ben definite qualità vocali e del target stilistico privo di slanci avventurosi. Languori e sonorità lucenti inaugurano il vortice di alterazioni psichedeliche stile Velvet Underground/Mazzy Star, le minime variazioni armoniche (l’uno-due iniziale di “WOW” e “Suzy & Sally's Eternal Return”) tengono salda la tensione con un mood pulsante e ipnotico che detta le coordinate dell’intero progetto.

 

Il fascino di “And Those Who Were Seen Dancing” è racchiuso nell’algido gemellaggio tra la voce dolcemente roca della Parks e il fluttuare quasi onirico di vortici ritmici e inerzia lirica. Un mix che dà alla luce incanti elettroacustici (“We Are The Music Makers And We Are The Dreamers Of Dreams”), insoliti rock’n’roll/noise scanditi da tempi di honky-tonk (“Do You Pray?”) e fulgide intuizioni melodiche, perfette per un film western-noir (“Saint Michael”).
Ci sono segnali di evoluzione stilistica, che contrastano con il vizioso circolo vintage, e non privo di una certa artificiosità, nel quale era stata risucchiata in passato: sono percepibili sia nella graffiante spoken-poetry di “Brexit At Tiffany's”, un brano che vibra sulle stesse corde di una giovane Patti Smith, sia nella più suadente “Happy Birthday Forever“, un groove folk-psych che si evolve verso sonorità trip-hop scandite da synth pulsanti e accordi pianistici quasi gospel.

Sia ben chiaro che “And Those Who Were Seen Dancing” non aggiunge nulla al già cospicuo patrimonio di album a base di psichedelia, shoegaze, mellotron, downtempo, piano elettrico, fuzz guitar, gospel e folk, ma, nonostante qualche lieve imperfezione, c’è abbastanza carne al fuoco, nonché una vitalità e un’empatia che restituiscono il nome di Tess Parks alla lista degli artisti da tenere d’occhio per il futuro.

(05/06/2022)

  • Tracklist
  1. Wow
  2. Suzy & Sally's Eternal Return
  3. Happy Birthday Forever
  4. We Are The Music Makers And We Are The Dreamers Of Dreams
  5. Brexit At Tiffany's
  6. Old Life
  7. Do You Pray?
  8. Good Morning Glory
  9. I See Angels
  10. Saint Michael






Tess Parks And Anton Newcombe su OndaRock
Recensioni

TESS PARKS AND ANTON NEWCOMBE

I Declare Nothing

(2015 - A Recording)
La musa di McGee con il leader dei Brian Jonestown Massacre

Tess Parks on web