Twenty Four Hours

Ladybirds

2022 (Andromeda Relix) | prog-rock, psych-rock

A distanza di quattro anni da “Close – Lamb – White – Walls”, opera-tributo ai white album della storia del rock, torna la storica band dei Twenty-Four Hours. La formazione è sempre quella consolidata dal 1987 e capitanata da Paolo Lippe, a cui si innesta stavolta la novità del sassofono di Ruggero Condò. Si tratta del settimo sigillo discografico della band, che viene concepito durante il periodo pandemico, assorbendo quelli che di fatto erano gli umori del periodo. Il titolo (“Ladybirds) racchiude infatti un auspicio di buona speranza, ma se siamo distanti dal concept-album in senso stretto, a fare da collante nei testi è una ritrovata idea dell'amore e del valore della vita, in contrasto all'instabilità dei tempi odierni.

Questa idea si riflette già nell’opening track “Crevasses And Puddles” e, sin dalla incantevole cover art, l’impressione è quella di un viaggio a ritroso del tempo, in cui la band si allontana tuttavia dal semplice passatismo. E questo è chiaro sin da subito: ci sono molta improvvisazione ed eclettismo nel brano di battesimo del disco, che strizza l’occhio allo space-rock degli Ozric Tentacles e ai mosaici neo-prog dei Porcupine Tree, il tutto guidato dal recitar-cantando di Lippe.

Non è un disco di facile assorbimento; le cause sono da ricercarsi nella sua lunga durata e nell'eclettismo spinto della band, che mette davvero molta carne sul fuoco. E se l’alternarsi tra brani in italiano e in inglese può a tratti disorientare - ma solo a un primo approccio - l'ascoltatore, il pregio indiscusso del disco è quello di saper tenere sempre viva l'attenzione. Merito di alcuni audaci colpi di follia (le voci metalliche e i synth maligni della floydiana "Permanent War" in contrasto al docile sax), delle atmosfere new wave di brani come "Unexpected Results” e "Ghost Pension" e dell'abilità della band di coniugare avanguardia e classicismo ("Hypocrite And Slacker God", "Caroline") risultando sempre autentica e mai forzata.
Se il disco risulta così solido è soprattutto grazie all'affiatamento del nucleo storico Lippe-Paparelli-Lippe, ma anche all'abile lavoro effettuato in fase di mixaggio, che ha saputo dare pieno risalto a una ricca esperienza sonora.

 

I Twenty Four Hour si destreggiano così abilmente tra synth e violini, sacro e profano, trovando pure il modo di far rivivere ai più nostalgici i fasti dello storico prog italiano. Il vero fiore all’occhiello del disco e il brano da segnare con l'evidenziatore rimane infatti la ballad “Una perla vive nascosta tutta la vita”, che ci riporta nei territori delle Orme e del Banco, riuscendo nella difficilissima prova di non sfigurare in mezzo ai giganti. Uscirne vincitori è un'impresa non da poco.

(24/01/2023)

  • Tracklist
  1. Crevasses And Puddles
  2. Una perla vive nascosta tutta la vita
  3. Unexpected Results
  4. Ghost Pension
  5. Why Should I Care For Strangers!
  6. Permanent War
  7. Incantesimo K-44
  8. Eterno grembo che dona
  9. Caroline
  10. Hypocrite And Slacker God
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