Dave Rowntree

Radio Songs

2023 (Cooking Vinyl UK) | indietronica, ambient pop

Per molti Dave Rowntree è "solo" il batterista dei Blur, ma la verità è che ha sempre avuto molto da offrire a livello creativo anche se, probabilmente a causa della sua attitudine pacata e degli innumerevoli interessi, ha iniziato ad aprirsi a progetti musicali alternativi soltanto di recente. Ha composto, ad esempio, la colonna sonora della serie-tv Bbc "Capture" e della netflixiana "The One". Ora, dopo più di trent'anni in una band così gloriosa e dunque, per certi versi, ingombrante, Rowntree si apre alla carriera solista e non lo fa per vanità o ambizione - conscio piuttosto che la reunion dei Blur oscurerà inevitabilmente questo progetto - ma per un disincantato desiderio di raccontarsi e raccontare.

Musicalmente "Radio Songs" è un disco pensoso dall'attitudine ibrida: si va da brani che presentano groove indietronici sapientemente miscelati a motivi bollywoodiani ("Tape Misure") a quelli più prossimi alle sonorità dei Blur ("London Bridge"). Il vero cuore di questo lavoro sono però tutte quelle canzoni dalla forte connotazione atmosferica, in cui il musicista si sdilinquisce in una nostalgia sibillina, tra rintocchi trip-hop e dubstep e melodie sciroppose ma sempre estremamente semplici e dirette, mixate evitando grosse compressioni al fine preservare la trasparenza di ogni strumento. Ne sono prova la jazzata "1000 Miles" e la nostalgica "Downtown", mentre "Who's Asking" e "Volcano" ci dicono molto della passione di Rowntree per le colonne sonore; funzionano bene anche "Black Sheep", grazie al delicatissimo corollario di violini sul finale, e le più elettroniche "Devil's Island" - con l'abbrivo rubato a Burial - e "Machines Like Me".

Il modo di cantare di Rowntree ricorda molto da vicino quello di Damon Albarn; ad accomunarli sono il timbro nasale e sussurrato e un'elasticità vocale limitata. Ma se Albarn sa essere anche molto incisivo nelle sue interpretazioni, Rowntree sembra invece sempre assorto nella rievocazione di una felicità andata che balugina mollemente nel suo personale cinema dei ricordi, come quando non si vuole lasciare andare un momento particolarmente bello ed emozionante e si finisce per stiracchiarlo, fino a fargli perdere proprio quell'intensità che si intendeva conservare. Questo è ciò che, volente o nolente, spesso accade quando l'urgenza espressiva diviene più forte di qualsivoglia velleità; la chiave di lettura dell'ascoltatore non può che essere, pertanto, fortemente personale.
Quel che è certo è che, pur con tutti i suoi rimandi e le sue imperfezioni, "Radio Songs" è un disco meno ordinario di quel che potrebbe sembrare a un ascolto superficiale e nasconde anzi, nella sua fluidità di generi, tanti piccoli guizzi.

(25/01/2023)

  • Tracklist
  1. Devil's Island
  2. Downtown
  3. London Bridge
  4. 1000 Miles
  5. HK
  6. Tape Measure
  7. Machines Like Me
  8. Black Sheep
  9. Volcano
  10. Who's Asking
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