Marta Salogni & Tom Relleen

Music For Open Spaces

2023 (Hands In The Dark)
experimental, ambient

La scomparsa di Tom Relleen nel 2020 ha lasciato un vuoto profondissimo nel mondo della musica elettronica e sperimentale. Nel duo Tomaga, con Valentina Megaletti, il compositore londinese ha prodotto un'esperienza sonora estroversa, ma anche come Autotelia, insieme a Damien Castellanos, o nei tanti dischi della band psichedelica The Oscillation, così come nei droni a moniker Papivores. Un percorso artistico intenso, estremamente variegato, finito tragicamente troppo presto.

"Music For Open Spaces" è l'opera con cui la compositrice e richiestissima sound engineer Marta Salogni, partner di Relleen, riporta a galla undici partiture nate durante alcuni viaggi fatti insieme, come ricorda lei stessa nelle note di presentazione: "Tom e io abbiamo iniziato a registrare tutto durante i nostri viaggi a Joshua Tree, proprio al confine del deserto. Altri brani sono stati invece registrati durante un viaggio in Cornovaglia. Abbiamo caricato la macchina con registratori, un paio di sintetizzatori e il basso di Tom. Quando siamo arrivati lì, abbiamo allestito un piccolo studio nel soggiorno di una casa in affitto, di fronte all'oceano. Gli ultimi pezzi sono stati infine realizzati nei nostri luoghi familiari, a Londra. Tutti i brani sono per lo più improvvisati spontaneamente, influenzati e ispirati dai paesaggi in cui eravamo immersi in quel momento, spazi sia fisici che metafisici, ma sempre aperti. Dopo la morte di Tom, ho finito questo disco da sola. Ho lasciato queste composizioni inalterate, proprio come l'ultima volta che le abbiamo ascoltate insieme. Per me, questi 'spazi aperti' sono dove si trova Tom adesso, senza vincoli di forma".

È infatti un espandersi continuo di flussi ambient, tribalismi ancestrali, movenze analogiche, sibili giocosi e fascinazioni terzomondiste a costituire l'anima di un disco che esplica dal primo all'ultimo movimento una visione espansa di uno spazio immaginifico, offrendo così una sorta di oasi figurata in cui l'orizzonte oscilla sospeso su corde e patch aliene. Si potrebbero prendere da esempio le reminiscenze hasselliane di "Clocks", scandite da un metronomo cupo per un'evocazione altrettanto ombrosa di uno sguardo solo in apparenza sfuggente, proteso spesso e volentieri verso l'infinito e oltre; oppure i cristalli in festa di "Internal Logic II", che "risplendono" come le luci sullo stagno della copertina di "Beam-Scape" di Peter Mergener e Michael Weisser, uno dei pochi dischi sommersi dell'elettronica progressiva in scia ambient accostabili a "Music For Open Space".

L'artwork dell'album consiste in una mappa blu realizzata da Relleen, come racconta ancora la Salogni: "È una mappa che viene graffiata con le unghie per creare percorsi. Volevo includerla nell'album, sentendo che potesse essere usata per navigare in questi spazi aperti".
Distese sconfinate, dunque, su cui ricamare partiture con l'intento di perdersi a "vista d'occhio", come negli otto minuti dell'open track, che restituiscono ai timpani un lento ribollire di fasci sonori estratti a intermittenza dalle macchine, quasi come se Florian Fricke e Georg Deuter si incontrassero in un punto imprecisato dello spazio-tempo per coltivare un sogno ad occhi aperti.
L'ancoraggio umorale con ciò che la natura regala agli occhi è esplicato infine anche nei momenti più brevi, come nei settantaquattro terrificanti secondi di "Fauna" o attraverso gli spettri che si dimenano tra un'onda sonora e l'altra nei cinquantuno secondi della conclusiva "FFXX". Chiose a margine di un'opera luminosa, frutto di una proiezione incantevole e altrettanto simbiotica della musica e dell'amore infinito per essa.

25/01/2024

Tracklist

  1. Desert Glass
  2. pING poNGS
  3. Snarls
  4. Giant Desert Cats
  5. Clocks
  6. Internal Logic II
  7. Furthest Fire
  8. Trains
  9. March
  10. Fauna
  11. FFXX

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